


In Pretty Crazy Gil-goo (Ahn Bo-hyun) è un giovane disoccupato con una vita piuttosto noiosa. A turbare la sua monotonia interviene però Seon-ji (Lim Yoona), una donna affascinante che lo aggredisce in ascensore.
Il mattino dopo Gil-goo scopre che lei in realtà è la sua nuova vicina, trasferitasi insieme al padre Jang-soo (Sung Dong-il) e alla cugina Ah-ra (Joo Hyun-young) nel piano di sotto. Ben presto il padre di Seon-ji gli rivela un segreto straordinario. Di giorno Seon-ji è gentile e normale, ma ogni notte ella si trasforma in un demone incontrollabile. Inoltre, la Seon-ji diurna non ricorda nulla di quanto accade durante la notte.
Per aiutare la famiglia, Gil-goo accetta di diventare il “custode” notturno di Seon-ji, sorvegliandola e cercando di gestire le sue intemperanze demoniache.
Tra situazioni esilaranti, spaventi comici e momenti romantici, Gil-goo si innamora sempre di più della vera Seon-ji e decide di aiutarla a rompere la maledizione che la trasforma ogni notte.

Titolo Originale
악마가 이사왔다 (ak-ma-ga i-sa-wa-ss-da)
Regia e Sceneggiatura
Lee Sang-geun
Interpreti
Lim Yoona, Ahn Bo-hyun, Sung Dong-il, Joo Hyun-young, Shin Hyun-soo, Ko Gun-han, Han Jae-ah, Song Duk-ho, Park Eun-jin, Jung Ji-woo-I, Lee Si-rae, Na Kyeong-sook
Corea del Sud, 2025, 113′

Dopo Exit, Lee Sang-geun torna con Pretty Crazy a dirigere Lim Yoona in una romcom fantasy dalle premesse intriganti ma dallo sviluppo prevedivile e deludente
Come di consueto, in questo genere di pellicole, l’incipit è rocambolesco, non solo dal punto di vista narrativo. La regia, ad esempio, si balocca tra cambi di tono (musicale, espressivo) improvvisi e sketch slapstick che rapiscono la visione. Ma durano il tempo della presentazione dei personaggi.
Dopodiché subentra il tema del doppio, abilmente messo in scena da Lim Yoona, ma meno dal regista/sceneggiatore. Se l’attrice riesce infatti a reggere le continue metamorfosi tra Seon-ji (Dr. Jekyll) e Moon-yang (Mr. Hyde), non altrettanto fa la scrittura nello svillupare una dicotomia della personalità che si risolve in una banale possessione demoniaca o d’accatto sentimentale. Non che dovesse per forza consistere in un inganno psicologico per fornire più gravità all’opera, ma l’approccio fantasy non fa che limitarsi a far sospendere l’incredulità.
Debole e prevedibile poi è l’introduzione del villain, nei panni di un esorcista (Shin Hyun-soo) ancor più impacciato del protagonista. Ne consegue che, terminata (subito) la sua linea narrativa, a esplicare il melodramma intervenga una macchinosa maledizione, superata la quale subentra un epilogo malinconico per Moon-yang e prevedibile (anche questo) per Seon-ji
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