


In Havana, l’avvocato Jeong-min (Kang Min-hyuk) assume la difesa d’ufficio di Yoon-ah (Yoo Da-in), accusata di aver ucciso il proprio marito. Sebbene all’inizio Yoon-ah si dichiari innocente, successivamente ritratta addossandosi la colpa. Tuttavia Jeong-min crede nell’innocenza della donna e indaga sui motivi che l’hanno spinta a cambiare versione.

Titolo Originale
폭로 (pok-ro)
Genere
Courtroom Drama
Regia e Sceneggiatura
Hong Yong-ho
Interpreti
Yoo Da-in, Kang Min-hyuk, Gong Sang-ah, Jung Sae-byeol, Lim Seung-beom, Joo Bo-young, Kwak Ja-hyeong, Kang Gil-woo, Go Jung-il, Kim Tae-hoon, Moon Ji-hong, Kim So-sook
Corea del Sud, 2022, 102′

Legal drama dall’epilogo originale benché prevedibile, Havana interroga su cosa sia più importante, far luce sulla verità o proteggerla.
Mettere in discussione un giudice è di fatto inusuale in questo genere di pellicole. Tuttavia, che Eun-joo (Gong Sang-ah) sia il tassello mancante alla comprensione dei fatti, è intuibile da vari indizi disseminati senza una più opportuna elusione. Innanzitutto è la stessa giudice ad aver scelto Jeong-min per la difesa d’ufficio dell’imputata. Secondo poi, l’interesse di Yoon-ah per i romanzi di Virginia Woolf suggerisce inclinazioni saffiche che un ruolo sono destinate comunque ad avere. Infine, gli sguardi d’intesa tra Yoon-ah e Eun-joo, la corsa di quest’ultima nel luogo dell’incontro clandestino tra Yoon-ah e il suo misterioso spasimante, o i dialoghi tra la giudice e Jeong-min, apparecchiano una tavola già imbandita.
Eppure è un altro personaggio a rappresentare la soluzione dell’enigma, ma ancor più della giudice, è smascherato fin dall’inizio. A nulla valgono i depistaggi su un ipotetico coinvolgimento della sorella della vittima. Che gli incubi della figlia di Yoon-ah e i dipinti che li esprimono celino una palese verità, su questo non c’è alcun dubbio, e il susseguirsi degli eventi non fa altro che ritardare una scoperta affatto sorprendente.
Ad ogni modo, centrale in Havana non è tanto il colpo di scena fine a se stesso, ma il tema dell’ingiustizia nel fare giustizia.
In fondo ciò è quello che accadrebbe nel caso in cui la legge seguisse il suo corso, senza un’adeguata protezione di chi definire colpevole è assai complesso. Protegge Jeong-min, che difende a spada tratta la sua assistita anche contro il suo volere. Protegge Yoon-ah, che si autoaccusa, non intendendo coinvolgere figlia e amante. E protegge infine Eun-joo, afflitta dal senso di colpa per aver scambiato quello che ha di più importante con ciò che supponeva esserlo.
In quest’ultimo caso, a dire il vero, rimane alquanto discutibile il fatto che Eun-joo si comporti fin dall’inizio per difendere principalmente i propri interessi, agendo in palese conflitto d’interessi, e non rivelando l’alibi a portata di mano che scagionerebbe l’imputata. La sua tardiva auto ricusazione avviene solo quando si sincera del sacrificio che Yoon-ah è disposta a fare nei confronti suoi e della figlia, ma avrebbe potuto più agevolmente non presiedere il processo.
Ordina il DVD/Blu-ray su



Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.