


In The Wild, Woo-cheol (Park Sung-woong) era un pugile di successo, ma è finito in prigione dopo aver provocato la morte del suo avversario durante un incontro. Scontata la pena, intende diventare un cittadino modello. Tuttavia, il suo amico Do-sik (Oh Dae-hwan) lo fa lavorare come manager in un room salon. Tra le ragazze che gestisce c’è anche Myeong-joo (Seo Ji-hye), la fidanzata dell’uomo che aveva ucciso. Ben presto Woo-cheol s’innamora di lei e finisce nei guai nel tentativo di vendicarla dopo che è stata abusata sessualmente dal tossico Jeong-gon (Joo Suk-tae). Quest’ultimo infatti è un detective corrotto in combutta con il trafficante di droga nordcoreano Gak-soo (Oh Dal-soo) e con Do-sik, che coinvolge Woo-cheol nei loro loschi affari.

Titolo Originale
더 와일드 (deo wa-il-deu)
Regia
Kim Bong-han
Sceneggiatura
Kim Joo-man-II
Interpreti
Park Sung-woong, Oh Dae-hwan, Oh Dal-soo, Joo Suk-tae, Seo Ji-hye-I, Hwang Se-in, Won Woo, Hwang Moo-young, Jung Soo-kyo, Bin Chanuk
Corea del Sud, 2021, 111′

La fiducia malriposta ma ineluttabilmente data è il leitmotiv di The Wild, un noir estremamente cinico e disperato.
Ciò che ritorna costantemente in The Wild infatti è che tutti non si fidano di nessuno, ma devono collaborare tra di loro per far sì che il piano di ciascuno si realizzi. Tuttavia, gli unici a realizzarlo saranno coloro che agiscono nell’ombra, che sopportano e stanno a guardare. Tutti gli altri soccomberanno in una carneficina dettata dall’avidità e dall’amore, sentimenti e pulsioni che nulla hanno a che vedere con il freddo calcolo razionale.
Che la direzione intrapresa dal regista Kim Bong-han sia votata verso il più irrimediabile pessimismo è d’altronde intuibile già dall’inizio. Invece di salvare Myeong-joo dagli abusi sessuali di Jeong-gon, Woo-cheol esita per timore di finire nei guai, per poi finirci lo stesso a molestia compiuta. Non mancano poi scene crude che mostrano il lato oscuro dei room salon, sempre edulcorato in altre pellicole. Neanche i villain vengono risparmiati, vittime delle loro dipendenze e sicurezze.
A nulla pertanto valgono le complesse trame ordite dalla diffidenza reciproca, il più delle volte perfino prevedibili. Proprio perché disturbante e definente in The Wild non è tanto il colpo di scena, ma la constatazione che il male vince anche senza vincere, e i sogni restano tali per chi è condannato ad autodistruggersi.


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