


In Hear Me: Our Summer, Yong-joon (Hong Kyung) lavora part time come fattorino per la tavola calda dei suoi genitori. Durante una delle sue consegne presso una piscina pubblica s’innamora a prima vista di Yeo-reum (Roh Yoon-seo). Quest’ultima è sordomuta come sua sorella Ga-eul (Kim Minju), che allena per farla entrare nella nazionale di nuoto. Poiché conosce il linguaggio dei segni, Yong-joon riesce a entrare in contatto con Yeo-reum e a diventarle amico. Tuttavia Ga-eul vive in funzione della sorella, e dopo che Ga-eul subisce un incidente, sentendosi in colpa per averla trascurata, chiede a Yong-joon di smettere di frequentarsi.

Titolo Originale
청설 (cheong-seol)
Genere
Romantico
Regia
Jo Seon-ho
Sceneggiatura
Jo Seon-ho, Kwak Kyeong-yoon, Na Jae-won
Interpreti
Hong Kyung, Roh Yoon-seo, Kim Minju, Jung Yong-ju, Jung Hye-young, Hyun Bong-sik, Ahn Min-young, Go Kyeong-man
Corea del Sud, 2023, 109′

Remake del Taiwanese Hear Me, Hear Me: Our Summer non aggiunge nulla di nuovo a una storia che ha già di per sé un’idea brillante.
Ciò che rende speciale il film è infatti il colpa di “CODA” finale in cui i fraintendimenti coinvolgono anche lo spettatore, che fino a quel momento ha assistito agli eventi con gli occhi e le orecchie di Yong-joon. Come nel film originale paiono però deboli le giustificazioni sulla conoscenza del linguaggio dei segni da parte del protagonista. Si dimostra saggia invece la scelta di far interagire Yeo-reum solo con persone non udenti.
Oltre al plot twist, centrale in Hear: Our Summer è il tema del sacrificio altruistico ma autoannichilente. Il sentirsi avvantaggiata impone inconsciamente a Yeo-reum di doversi caricare sulle spalle tutto il peso del mondo meno fortunato che la circonda. Cò la priva però non solo di una storia d’amore che possa gravarle ancor di più, ma anche di una propria realizzazione personale. E ovviamente Ga-eul non può accettare che la sorella si svilisca per colpa sua, e che conseguentemente si debba sentire in colpa.
Chiude il post credit un altro colpo di scena divertente e leggero, che ribadisce ancora una volta in cosa consista l’eccezionalità di una sceneggiatura (non più) originale e accattivante.


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