


In A Tour Guide, Han‑young (Lee Seol) è una giovane donna nordcoreana che è fuggita in Cina, dove ha imparato la lingua cinese. Dopo essere emigrata in Corea del Sud, ottiene la licenza di guida turistica‑interprete e comincia a lavorare con gruppi di turisti cinesi.
Nonostante il suo impegno, la sua vita non è affatto semplice. Infatti, deve mandare soldi alla madre che è rimasta in Corea del Nord, e si preoccupa per suo fratello che è partito con lei ma poi scompare.
In più, Han‑young affronta la diffidenza di datori di lavoro e colleghe, e la disillussione di avere qualcuno di cui fidarsi. Le tensioni tra Corea del Sud e Cina, unite a problemi dovuti alla diminuzione dei turisti cinesi, rendono il suo lavoro ancora più precario.

Titolo Originale
믿을 수 있는 사람 (mid-eul su itt-neun sa-ram)
Genere
Drammatico
Regia e Sceneggiatura
Kwak Eun-mi
Interpreti
Lee Seol, Oh Gyeong-hwa, Park Se-hyun, Jeon Bong-seok, Lee No-ah, Woo Jung-won, Park Jun-hyuk, Sung No-jin, Kim Hee-chang, Lee Suk
Corea del Sud, 2023, 94′

Con A Tour Guide La regista Kwak Eun-mi esordisce sulla lunga distanza con il ritratto di chi è costretto a vivere da straniero in patria.
Ed è quello che provano sulla loro pelle i disertori nordcoreani come Han‑young e la sua amica, di madrelingua coreane, ma osteggiate in Corea del Sud ancor più degli stranieri. Proprio per via di quest’atteggiamento respingente, viene affidato loro un agente di protezione, che fino a poco tempo fa aveva esclusivamente il ruolo di sorvegliante. Tuttavia tali agenti non possono influire molto sul miglioramento delle condizioni di vita dei disertori.
Sebbene Han‑young, conoscendo il cinese, riesca ad ottenere un lavoro che la remuneri abbastanza da poter supportare la madre, e la realizzi come guida turistica, deve sottostare alle logiche di un mercato in balia dei sommovimenti politici (il conflitto con la Cina) e delle logiche capitaliste (vendere illecitamente prodotti ai turisti) che rendono il suo impiego instabile.
Nemmeno suo fratello, l’amica cinese e quella nordocoreana riescono a trovare un loro posto in quel mondo, e si vedono costretti, chi a ritornare in patria, chi a emigrare all’estero. Anche Han‑young partirà, non si sa per dove, ma si sa perché. Come spiega il titolo originale del film, non può fidarsi di chi non ha fiducia in lei (come ad esempio la proprietaria del locale, che da una parte la stima e dell’altra le nega un anticipo). E l’unica persona su cui può fare affidamento è se stessa.


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