


In Sleep, Hyeon-soo (Lee Sun-kyun) e Soo-jin (Jung Yu-mi) si sono appena sposati e aspettano una bambina. Una notte Soo-jin si sveglia di soprassalto e vede suo marito seduto sul letto mentre sussurra che qualcuno è entrato. In realtà non è entrato nessuno in casa e Hyeon-soo non è sveglio, ma in preda a una forma acuta di sonnambulismo. La situazione peggiora non appena Soo-jin scopre che il cane è stato rinchiuso nel congelatore. Dopo aver partorito, ella si trova costretta a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di impedire a Hyeon-soo di fare del male alla figlia durante il sonno.

Titolo Originale
잠 (dok-chin)
Genere
Thriller
Regia e Sceneggiatura
Yoo Jae-sun
Interpreti
Jung Yu-mi, Lee Sun-kyun, Kim Geum-soon, Choi Ah-rin, Kim Jun-I, Lee Dong-chan, Kim Guk-Hee, Lee Kyung-jin, Yoon Kyung-ho, Park Hye-sook, Oh Yoon-soo, Park Hyeon-jeong, Lee Hye-ryeong
Corea del Sud, 2022, 94′

Yoo Jae-sun, pupillo di Bong Joon-ho, esordisce alla regia con Sleep, un thriller atipico e dall’epilogo interessante per la sua ambiguità.
Diviso in tre capitoli e ambientato quasi interamente in un unico ambiente popolato da pochi personaggi, Sleep ha una struttura quasi teatrale. Non a caso il protagonista è un attore e, a differenza della sua compagna, sembra un guscio vuoto da riempire con uno spirito che possa infondergli una qualsivoglia personalità.
Solo nel finale questa “magia” si verifica. Ma rimane tuttavia il dubbio che, da attore qual è, Hyeon-soo non faccia altro che recitare un ruolo per esorcizzare la paura della compagna.
Interessante è come il terrore di Soo-jin derivi da una deprivazione del sonno causata a sua volta dal sonnambulismo del marito, e come questo terrore la tramuti da vittima a carnefice. Originale poi è l’approccio al problema della protagonista. Lungi dal voler lasciare il pericoloso marito, come suggerito dalla vicina, ella s’impegna con tutta se stessa a tener fede al motto della targa affissa sulla parete. Solo insieme possono superare ogni ostacolo, ed insieme lo superano, cercando di risolvere una il disturbo dell’altro e viceversa, al di là delle conseguenze che il regista ci risparmia.


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