


In Handsome Guys il campione di golf Lee Seong-bin (Jang Dong-joo) si reca con i suoi amici presso una villa in campagna. Durante il loro viaggio incontrano Jae-pil (Lee Sung-min) e Sang-goo (Lee Hee-jun), che hanno tutta l’aria di essere dei bifolchi. Tuttavia l’apparenza inganna e i due si rivelano in realtà due persone innocue che cercano di trasferirsi in una dimora diroccata nel bosco. Quest’ultima però racchiude un demone, pronto ad impossessarsi di Seong-bin e dei suoi amici.

Titolo Originale
핸섬가이즈 (haen-seom-ga-i-jeu)
Genere
Commedia
Regia e Sceneggiatura
Nam Dong-hyub
Interpreti
Lee Sung-min, Lee Hee-jun, Gong Seung-yeon, Park Ji-hwan, Lee Kyu-hyung, Jang Dong-joo, Kang Ki-doong, Kim Do-hoon, Bin Chanuk, Park Jeonghwa, Park Kyung-hye, Woo Hyun
Corea del Sud, 2023, 101′

Remake di Tucker & Dale Vs. Evil, Handsome Guys è una commedia nera dove protagonista assoluto è il gioco degli equivoci.
Un espediente, quello del fraintendimento, inoltre esaltato dal rapporto contraddittorio tra l’essere e l’apparire. Fin dall’inizio infatti ci vengono presentati dei protagonisti che sembrano usciti da Un Tranquillo Weekend di Paura. Mentre le loro vittime designate appaiono come i classici bravi ragazzi da Non Aprite quella Porta. Tuttavia lo schema che ribalta il pregiudizio è ben presto svelato in tutta la sua ironia.
Non solo Jae-pil e Sang-goo sono solo degli ingenui compratori, ma Seong-bin e i suoi compagni fanno a gara a chi è più egoista e meschino. A cominciare da Bo-ra (Park Jeonghwa), intenta a farsi un selfie di gruppo con una capra appena investita, fino allo stesso Seong-bin, preoccupato più di recuperare il suo telefono che una ragazza con cui spassarsela e basta.
Il gioco degli equivoci poi non coinvolge solo lo spettatore, ma ancor di più gli stessi personaggi, creando malintesi a profusione. Si pensi ad esempio alle valutazioni errate del poliziotto interpretato da Park Ji-hwan. Per non parlare dei comportamenti dei protagonisti, interpretati come atti violenti dai ragazzi, anche di fronte all’evidenza del fraintendimento (un’improbabile sindrome di Stoccolma). E, ironia della sorte, i giovani sventurati subiscono ciò che temono (anche in maniera insolitamente cruenta) grazie al caso, non certo a causa di bifolchi che brandiscono una motosega alla Leatherface o tritano un corpo come in Fargo.
Un caso ad ogni modo artatamente congegnato dal regista, che dissemina varie trappole (un forcone che cade dal pickup, il solvente nella bottiglia di plastica), anticipando allo spettatore il fatto che avranno un ruolo nella trama.
Ad insaporire ancor di più di ironia Handsome Guys ci pensano poi i cameo di commedianti navigati come Im Won-hee e soprattutto Woo Hyun, nei panni di un prete che non capisce l’inglese.


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