


In The Dream Songs Jeong Se-mi (Park Hye-soo) si sveglia dopo essersi addormentata in classe. Avendo fatto un incubo in cui l’amica Kim Ha-eun (Kim Si-eun), di cui è segretamente innnamorata, muore, marina la scuola per andarla a trovare in ospedale, dove è ricoverata in seguito a un incidente stradale. Casualmente Se-mi, sfogliando il diario di Ha-eun, scopre che all’amica piace un certo Humbaba. Timorosa di perderla, anche per questo motivo, Se-mi propone a Ha-eun di andare insieme alla gita scolastica a Jeju del giorno dopo.
Ha-eun però ha una gamba ingessata, le è appena morto il cane a cui era molto affezionata, e non ha i soldi per il viaggio. Ma desidera comunque accompagnare l’amica a Jeju, e decide di vendere la sua videocamera per potersi finanziare. Tuttavia, dopo aver trovato un compratore in rete, Ha-eun non si mostra molto convinta di partire, scatenando la rabbia di Se-mi.
Dopo il litigio, Ha-eun sembra come svanita nel nulla, e Se-mi indaga sulla sua scomparsa insieme alle compagne di classe. Durante la ricerca riflette sul proprio egoismo nei confronti dell’amica, a cui vorrebbe confessare i propri sentimenti prima di partire.

Titolo Originale
너와 나 (neo-wa na)
Genere
Drammatico
Regia
Cho Hyun-chul
Sceneggiatura
Cho Hyun-chul, Jung Mi-young
Interpreti
Park Hye-soo, Kim Si-eun, Lee Do-eun, Park Seo-kyoung, Oh Woo-ri, So A-rin, Kim Bo-young, Han Ki-ok, Lee Tae-kyoung, Kim Shin-bi, Park Jeong-min, Kil Hae-yeon
Corea del Sud, 2022, 118′

Vincitore dei premi per la Migliore Regia Esordiente e la Migliore Sceneggiatura ai quarantacinquesimi Blue Dragon Awards, The Dream Songs segna il debutto coraggioso e lynchano dell’attore Cho Hyun-chul dietro la macchina da presa
Com’è purtroppo consuetudine nel cinema coreano, una luce estremamente ovattata prefigura un romanticume dai toni leziosi. Ma sebbene centrale sia il tema saffico, stavolta la fotografia svolge una funzione più diegetica che decorativa. La peculiarità di The Dream Songs sta infatti nel confondere, anche esteticamente, alla maniera del Lynch di Mulholland Drive, i piani tra il reale e l’onirico. Si notino ad esempio i pianti delle protagoniste e la loro simbiosi nel sogno.
Una confusione forse anche troppo azzardata, a dir la verità, con scelte di montaggio (il dubbio sulla scomparsa/morte di Ha-eun, l’orologio fermo alle 14:35) che disorientano più che stupire. Tuttavia contribuiscono a costruire una realtà che è forse un sogno, un’ipotesi, oppure una premonizione pre o post-morte. Il taemong di Se-mi d’altronde non è un sogno premonitore sulla nascita, come quello della madre, ma su una morte prossima a venire (il naufragio del Sewol), che la induce a fare i conti con il proprio egoismo.
Dopotutto amare Ha-eun significa anche lasciarla andare, risparmiarle una morte che pur la costringerà a portare da sola un lutto insostenibile. Ma prima di salutarsi (per sempre?), entrambe si confessano l’un l’atra suggellando il loro reciproco amore, la loro “Joy” di vivere, che neanche la morte, incombente nelle esequie sullo sfondo e nella musica plumbea del finale, può scalfire (il sorriso di Se-mi come chiusa.)
Il Cho Hyun-chul di D.P osserva una gioventù colta nella sua quotidianità prima della tragedia, EMULANDO un po’ (IL finale di) Poetry dI Lee Chang-dong.
Inoltre cura a fondo dettagli (il bicchiere d’acqua in bilico, il video del karaoke che riprende le due protagoniste) che estrinsecano la portata emotiva del film e i pensieri delle protagoniste. Quest’ultime, interpretate da Park Hye-soo e Kim Si-eun (già eccellente in Next Sohee), formidabili nel caratterizzare i loro personaggi in modo spontaneo, genuino e coinvolgente.


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