


In Parasyte: The Grey alcuni parassiti cadono dal cielo divorando il cervello degli esseri umani e impossessandosi dei loro corpi. Nel frattempo, uno squilibrato accoltella Jeong Soo-in (Jeon So-nee). A salvarla interviene però proprio un parassita che, pur entrando nel suo corpo, non riesce a impossessarsene completamente. Stessa sorte non capita invece al marito di Choi Joon-kyeong (Lee Jung-hyun), usato dalla moglie, a capo del team Grey, per individuare e eliminare i mostri come lui, creati dai parassiti. Mentre Seol Kang-woo (Koo Kyo-hwan), deve assistere impotente alla distruzione della sua famiglia. Un parassita s’impossessa del corpo della sorella maggiore, e la sorella minore diventa cibo per i parassiti. Intanto, il detective Cheol-min (Kwon Hae-hyo), affezionato a Jeong Soo-in, e il collega Won-seok (Kim In-kwon) collaborano con il team Grey al fine di debellare la minaccia dei parassiti.

Titolo Originale
기생수: 더 그레이 (gi-saeng-su: deo geu-re-i)
Genere
Serie TV, Fantascienza, Horror
Regia
Yeon Sang-ho
Sceneggiatura
Ryoo Yong-jae, Yeon Sang-ho
Interpreti
Jeon So-nee, Koo Kyo-hwan, Lee Jung-hyun, Kwon Hae-hyo, Kim In-kwon, Moon Joo-yeon-I, Yoo Yong, Koo See-yeon, Kwak Min-ho, Lee Hyun-kyun, Yoon Hyun-gil, Oh Chi-woon, Hong Eui-jun
Corea del Sud, 2024, 6 Episodi

Adattamento sequel del manga Parasyte di Hitoshi Iwaaki, Parasyte: The Grey è un’evoluzione del monsterverse di Yeon Sang-ho
Non tanto nell’utilizzo creativo degli effetti speciali, a volte dozzinali (i parassiti allo stato larvale), altre affascinanti (l’aspetto lovecraftiano dei mostri), ma nelle implicazioni sociopolitiche che trasmette. Parassiti e ospiti infatti non sono altro che due facce della stessa medaglia. Entrambi vivono di sopraffazione e di lotta per il potere. Solo la mutazione, il mettersi nei panni di un ospite necessario alla propria sussistenza, il condividere lo stesso spazio, può mettere in crisi il circolo vizioso di una guerra infinita tra estranei.
Ad ogni modo, il comparto tecnico è da elogiare, con un buon uso della CG nelle scene d’azione, sebbene a volte sembri di assistere, dai movimenti innaturali, a un videogame, difetto di un’effettistica che ha abbandonato il trucco prostetico artigianale. Tutt’altro discorso per la direzione artistica, in quanto gli attori strappano più di un sorriso nel momento in cui i loro personaggi sono posseduti. Soprattutto Jeon So-nee altera la sua voce con effetti quasi imbarazzanti.
Il finale lascia aperto un ricongiungimento con il manga originale, di cui Parasyte: The Grey è uno spin-off del medesimo universo.


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