


In The Hill of Secrets Myeong-eun (Moon Seung-ah) è un’alunna delle elementari insoddisfatta della sua realtà familiare. I genitori gestiscono un chiosco di generi alimentari al mercato e sono lontani dall’ideale di famiglia altruista e esemplare sognato da Myeong-eun. La madre pensa solo a guadagnare soldi per comprare una casa e il padre è un pelandrone. Ne consegue che per evitare la vergogna Myeong-eun mente in classe sulla propria situazione familiare.
Al fine di compiacere la sua maestra, Myeong-eun cerca e ottiene il ruolo di capoclasse. Inoltre partecipa a un concorso scolastico di scrittura dove però arriva seconda. A soffiarle il primo posto infatti è una nuova compagna di classe appena trasferitasi che, a differenza sua, scrive con estrema onestà ciò che pensa.

Titolo Originale
비밀의 언덕 (bi-mil-eui eon-deok)
Genere
Drammatico
Regia e Sceneggiatura
Lee Ji-eun
Interpreti
Moon Seung-ah, Lim Sun-woo, Jang Sun, Kang Gil-woo, Jang Jae-hee, Kwak Jin-moo, Lee Dong-chan, Choi Hyun-jin, Moon Seo-hyeon, Kim Seung-wook
Corea del Sud, 2022, 122′

La scrittura come dialettica tra menzogna e onestà è lo strumento del coming of age della protagonista di The Hill of Secrets, notevole esordio della regista Lee Ji-eun
Ad impressionare in The Hill of Secrets è subito la complessità non solo di una trama fitta di eventi significativi, ma soprattuto di una Myeong-eun che esprime tutte le contraddizioni di un’età in pieno sviluppo. Lungi dall’essere la studente esemplare che desidera apparire, evidenzia, qui sì sinceramente, il suo mondo interiore controverso, tramite espressioni eloquenti stampate sul volto di una formidabile Moon Seung-ah.
E così la vediamo compiacere la maestra per ottenere un rinforzo alla sua autostima, provare gelosia e invidia verso coloro che le rubano la scena e l’attenzione, e mentire per salvare la faccia. E anche quando chi è cresciuta libera da certe sovrastrutture le diventa amica, lei insiste col farsi condizionare da esse.
Tuttavia Lee Ji-eun è molto attenta a non giudicare la sua protagonista, ma a seguirla in quello che è semplicemente un naturale percorso di crescita. Proprio quando Myeong-eun imparerà a scrivere con onestà, e quindi a confessarsi, capirà di essersi costruita attorno un castello di carte. A fare le spese del suo successo potrebbero essere quegli stessi familiari che tanto detesta quanto inizia a comprendere.
E anche dal lato dei genitori, per quanto il motto di famiglia sia donare niente e non accettare elemosine, e la madre si mostri gretta, quest’ultima non riesce a nascondere l’orgoglio per una figlia che trova con successo una strada diversa dalla sua.
Un’altra adulta, la maestra, insegnerà a Myeong-eun la lezione più importante, ovvero che l’onestà va accontonata quando c’è da salvaguardare tramite la menzogna i sentimenti altrui, mostrando empatia. La stessa che prova Hye-jin verso una matrigna che onora invece, non nascondendo la verità, per quanto ignominiosa possa essere.


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