


In A Bloody Lucky Day, il tassista Oh Taek (Lee Sung-min) è in cerca di un milione di won per pagare gli studi alla figlia. L’occasione gliela fornisce Geum Hyeok-soo (Yoo Yeon-seok), un cliente che gli promette quella cifra pur di essere portato a Mukpo. Durante il viaggio, Hyeok-soo racconta a Oh Taek di non essere più capace di provare paura, in seguito a un incidente che lo ha reso insensibile al dolore fisico. Inoltre, gli confessa e dimostra di essere un serial killer.
Intanto Hwang Soon-gyoo (Lee Jung-eun), madre di una delle vittime di Hyeok-soo, sollecita il detective Kim Jong-min (Jung Man-sik) a ricercare l’assassino. Ma non potendo contare sull’aiuto della polizia, si avventura da sola a dare la caccia a Hyeok-soo.

Titolo Originale
운수 오진 날 (un-su o-jin nal)
Regia
Pil Kam-sung
Sceneggiatura
Kim Min-sung-V, Song Han-na
Interpreti
Lee Sung-min, Yoo Yeon-seok, Lee Jung-eun, Jung Man-sik, Jung Chan-bi, Hong Xa-bin, Woo Mi-hwa, Lee Kang-ji, Han Dong-hee, Tae Hang-ho, Choi Deok-moon, Lee Hwa-jung, Oh Hye-won
Corea del Sud, 2023, 10 Episodi

Non priva di difetti sia nella scrittura che nei toni melodrammatici, A Bloody Lucky Day è una serie thriller che si distingue per l’alto tasso di brutalità e ferocia.
Un’efferatezza, a dire il vero, in sottrazione. Certamente non vengono risparmiati dettagli impressionanti, ma basta l’idea a terrorizzare. E come in Seven di David Fincher, il panico nello sguardo di Lee Sung-min è ancor più angosciante dell’indugiare su particolari raccapriccianti.
Seppur sia prevedibile il segreto che Hyeok-soo nasconde e rivela allo stesso tempo all’ingenuo tassista, coglie invece di sorpresa il livello di atrocità compiute dal serial killer, altamente scorretto e disturbante per il pubblico a cui è rivolto.
Peccato che la sceneggiatura soffra di disattenzioni madornali. In particolare, si sceglie di giocare la carta dell’amnesia su un Oh Taek, che pur non ricordando il volto del suo passeggero, non ha però dubbi che quello visto in foto non sia lo Hyeok-soo che ha conosciuto. Inoltre si sprecano scelte discutibili. A cominciare dalla solita inettitudine delle forze dell’ordine, che si fanno anticipare, se non guidare, costantemente da una madre disperata.
La vendetta da borghese piccolo piccolo di Oh Taek si risolve poi in un tentato omicidio insensato sebbene programmato, poiché progetta di far cadere il serial killer in un pozzo, senza spiegare però per quale motivo tale soluzione funga da contrappasso. E anche l’accecamento finale di Hyeok-soo, poco ha a che vedere con le efferatezze compiute sul corpo di Seung-mi. Più che occhio per occhio e dente per dente, pare una semplice reazione di un padre devastato dalla rabbia.
Immancabile il melodramma, nella recitazione esasperata di un Lee Sung-min che ha l’arduo compito di restituire la sofferenza per una paternità disattesa e distrutta.


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