


In Drive Yoo-na (Park Ju-hyun) è una content creator arrivista che sfrutta il suo successo per strappare un contratto vantaggioso con un importante agente. Intanto Yoon-seok (Kim Do-yoon), l’attuale manager di cui si vuole liberare, riesce a farla partecipare ad una festa di lancio di un marchio di cosmetici. Cerca di mettersi in risalto, ma viene oscurata da una streamer rivale. Irritata, Yoon torna nella sua macchina e si addormenta. Al suo risveglio però, si ritrova rinchiusa dentro il bagagliaio della sua auto. Ad un tratto squilla un telefono. Yoona risponde e a parlarle è uno sconosciuto che minaccia di ucciderla se non riesce a farsi donare entro mezzanotte $ 650.000 dagli utenti del suo canale, che seguono in diretta il suo rapimento.

Titolo Originale
드라이브 (deu-ra-i-beu)
Regia e Sceneggiatura
Park Dong-hee
Interpreti
Park Ju-hyun, Kim Yeo-jin, Kim Do-yoon, Jun Suk-ho, Ha Do-kwon, Kim Hye-na, Choi Yoon-ra, Jung Woong-in, Moon Sang-hoon, Choi Hyun-jin
Corea del Sud, 2022, 89′

Dietro la confezione canonica ma efficace dell’action-thriller, Drive invita a ragionare su quanto il mezzo digitale possa amplificare devianze incontrollabili.
E non solo tra gli utenti, che si nascondo dietro l’anonimato di un nickname per dare sfogo ai loro peggiori istinti. O che crollano psicologicamente fino a togliersi la vita per una gogna mediatica. Ma è la stessa protagonista a subire le conseguenze delle proprie azioni, non certo encomiabili. Un’occasione per fare soldi diventa per lei una macchina d’arrivismo e narcisismo costantemente alimentata dal bisogno di engagement cercato con ogni mezzo. E se il contenuto del proprio canale non è altro che la propria banale vita, renderla uno spettacolo continuo costringe la protagonista ad alterarla, correndo sulla sottile linea che divide il like dal pubblico ludibrio.
Per il resto Drive fa fede al suo nome, ambientando per buona parte l’azione tra un bagagliaio e un interminabile inseguimento stradale. Non mancano ovviamente colpi di scena e situazioni comprensibili per quanto inverosimili. Come ad esempio il dubbio da parte del detective che il rapimento della ragazza sia tutta una messinscena per farle arraffare soldi e popolarità. E dopotutto non gli darebbe torto la stessa protagonista.


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