


In New Normal in 3 giorni s’ intrecciano tra di loro storie e personaggi, killer e vittime, lupi travestiti da agnelli e agnelli travestiti da lupi.
Si comincia con Hyeon-jeong (Choi Ji-woo), una donna molestata dal tecnico dell’allarme antincendio Jeong-hoon (Lee Moon-sik).
Successivamente è il turno del giovane Seung-jin (Jeong Dong-won), che aiuta un’anziana signora (Lee Joo-sil) bloccata sulla sedia a rotelle.
Poi Hyeon-soo (Lee Yoo-mi) ha un appuntamento al buio fissato tramite una app di incontri con un tipo ambiguo.
In seguito, una donna misteriosa seduce Hoon (Choi Minho) tramite lettere che lo inducono a cercarla.
Il giorno prima lo sfigato Gi-jin (P.O) riprende di nascosto con il telefonino la sua vicina di casa (Hwang Seung-eon) di cui è innamorato alla follia.
E infine la commessa Yeon-jin (Ha Da-in) deve sorbirsi ogni giorno clienti scortesi.

Titolo Originale
뉴 노멀 (nyu no-meol)
Regia e Sceneggiatura
Jeong Beom-sik
Interpreti
Choi Ji-woo, Lee Yoo-mi, Choi Minho, P.O, Ha Da-in, Jeong Dong-won, Lee Moon-sik, Lee Joo-sil, Lee Dong-kyu, Ha Kyung, Hwang Seung-eon, Yerin, Kim Mi-hwa, Park Jin-hyeon
Corea del Sud, 2022, 113′

New Normal è una black comedy a episodi che funzionano finché questi sono concatenati tra loro non solo contestualmente, ma soprattutto concettualmente.
Eppure i primi due episodi, e in parte anche il quinto, sembrano delineare un leitmotiv basato su colpi di scena che cambiano drasticamente le carte in tavola. Ma il resto delle sequenze, seppur collegate tra loro, prendono coordinate diverse l’una dall’altra. In comune, alla fine, hanno solo la descrizione tragicomica di una società più o meno distopica in cui si è connessi ma sempre più soli e in cui niente è come sembra.
È pertanto un omnibus ambizioso New Normal, ma che manca di organicità. Jeong Beom-sik è talmente concentrato nel collegare cronologicamente eventi e personaggi disposti su piani alternati, da perdere di vista il senso che contraddistingua l’opera nel suo complesso. A contribuire a questa sensazione di dispersione è anche la scelta di parcellizzare il ruolo e la consistenza del villain. Se ne contano almeno tre, e in nessuno di questi casi vi è un approfondimento sulle loro motivazioni.


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