


In A Letter From Kyoto, Hwa-ja (Cha Mi-kyung), dopo la morte del marito, ha cresciuto da sola tre figlie nel distretto di Yeongdo, a Busan. Un giorno, la seconda figlia, Hye-young (Han Sunhwa), torna a Busan dopo una serie di insuccessi a Seul. Mentre passa del tempo con la madre e le sorelle, Hye-young vede per caso una lettera scritta in giapponese, che suscita la sua curiosità. Comincia a fare domande a Hwa-ja sulla sua vita passata e scopre che quest’ultima, da bambina, era emigrata dal Giappone insieme al padre, lasciando la madre a Kyoto. Tuttavia Hwa-ja mostra i primi segni di demenza senile e i flebili ricordi d’infanzia stanno per svanire insieme alla sua memoria.

Titolo Originale
교토에서 온 편지 (kyo-to-e-seo on pyeon-ji)
Genere
Drammatico
Regia e Sceneggiatura
Kim Min-ju
Interpreti
Han Sunhwa, Cha Mi-kyung, Han Chae-ah, Song Ji-hyun, Choi Hyun-jung, Song Ji-ho, Dmitry Zubarev, Seol Won-dae, Ko Jae-hyun, Hwang Seong-hyeon, Song Yeong-ha
Corea del Sud, 2022, 102′

A Letter From Kyoto di Kim Min-ju è un dramma familiare al femminile che riflette sul distacco dal proprio nido e sulla fragilità della memoria
Infatti tutti i protagonisti, perfino i personaggi secondari, dall’anziana nordcoreana all’amica di Hwa-ja, sono cittadine integrate, sradicate dal loro territorio di provenienza. Vicende storiche le hanno costrette ad emigrare costruendosi una nuova identità non senza difficoltà. Come ad esempio superare gli episodi di razzismo dei locali verso i nippocoreani, a causa degli strascichi del passato coloniale.
Tuttavia, una volta integrate, tali persone lasciano il passato alla memoria, che custodisce i ricordi finché dura. E il viaggio infruttuoso di Hwa-ja a Kyoto rammenta alle figlie quanto sia importante volare dal proprio nido senza distaccarsene completamente. Sicuramente questo lo sa fin da subito Hye-young, che per prima ha provato ad andarsene per trovare la propria strada nella vita. E al primo insuccesso torna a casa riscoprendo il valore non solo della rete di protezione sociale familiare, ma soprattutto del rapporto prezioso con la propria madre.
Stesso destino accomuna le altre due sorelle. Da una parte la maggiore Hye-jin (Han Chae-ah), frustrata dal dover anteporre le esigenze familiari alla sua vita personale, sogna di viaggiare all’estero per poi riuscirci (tra l’altro con Peter, un’altro transfugo dal proprio paese d’origine) e tornare a casa. Mentre la minore Hye-joo (Song Ji-hyun) progetta di sfondare come danzatrice a Seul, per poi accorgersi che dalla capitale non si vede il mare come a Yeongdo.


Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.