


In Hi-Five un uomo dona i suoi organi una volta morto. Ma dopo l’espianto il suo corpo si dissolve in cenere. A beneficiare del suo gesto sono cinque individui che scoprono di aver ottenuto insieme all’organo anche un relativo superpotere.
La liceale Wan-seo (Lee Jae-in), che ha ricevuto il cuore, finisce con il possedere forza e velocità sovrumane. Mentre l’aspirante sceneggiatore Ji-seong (Ahn Jae-hong) soffia venti poderosi grazie ai suoi nuovi polmoni. C’è poi Gi-dong (Yoo Ah-in), che grazie al trapianto di cornea riesce, non solo a percepire i dati trasmessi nell’etere, ma anche a padroneggiarli con un semplice schiocco di dita. Ad essi si aggiunge Seon-nyeo (Ra Mi-ran), che con il suo nuovo rene può trasmettere i poteri da uno dei suoi simili all’altro. E infine, a completare il quintetto compare Yak-seon (Kim Hee-won), il cui nuovo fegato gli dona un effetto taumaturgico su chi subisce gravi lesioni.
Quest’ultimo lavora per Seo Yeong-choon (Shin Goo), il leader di una setta religiosa, che grazie al trapianto di pancreas, riesce ad assorbire la giovinezza dai malcapitati che tocca con la sua mano. Yeong-choon decide così di rapire tutti i suoi pari per poter appropriarsi dei loro organi e diventare in tal modo un Dio a tutti gli effetti, che la sua setta possa adorare.

Titolo Originale
하이파이브 (ha-i-pa-i-beu)
Regia e Sceneggiatura
Kang Hyeong-cheol
Interpreti
Lee Jae-in, Ahn Jae-hong, Yoo Ah-in, Ra Mi-ran, Kim Hee-won, Oh Jung-se, Shin Goo, Park Jinyoung, Jin Hee-kyung, Jang Gwang, Park Hyung-soo, Yoo Seung-mok
Corea del Sud, 2025, 119′

Pur non lesinando scene spassose sul piano dell’action e della comicità, Hi-Five pecca di una sceneggiatura lacunosa dettata anche da un formato non idoneo.
Motivo per il quale, ad esempio, una serie superomistica come Moving abbia avuto successo. Il formato seriale consente a quest’ultimo infatti di approfondire temi e personaggi, fornendo una visione completa e appagante. Tutt’altro discorso per Hi-Five, le cui due ore di durata non consentono di imbastire una storia che non sia rabberciata.
Fin dall’incipit ci imbattiamo in una fonte di poteri che non ha né un volto, né un background. E col prosieguo la sospensione dell’incredulità viene messa a ulteriore dura prova, non tanto per la giustificazione del paranormale, ma per il fatto che tutti accolgano i loro poteri senza particolari sorprese.
Inoltre vi sono delle incongruenze nell’attribuzione dei poteri, dettate solo da motivazioni di sceneggiatura. Come ad esempio quando Yeong-choon diventa forte quanto Wan-seo senza averne assimilato il potere. Ovviamente, senza questa forzatura non potrebbe lottare alla pari con l’unica che ha un potere davvero eccezionale.
Ad ogni modo alcune scene sono davvero riuscite grazie a un perfetto mix di humour, azione ed effetti speciali. Come non strabuzzare gli occhi ad esempio nella fuga ad alta velocità dei nostri a bordo di un carretto degli yogurt, o nella divertentissima lotta di Wan-seo alle spalle di un padre (Oh Jung-se) che crede di aver difeso la figlia. Tutto sommato può bastare, anche se le aspettative erano alt(r)e.


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