


Il Boss Dae-soo (Lee Sung-min) muore, lasciando alla sua organizzazione criminale una montagna di debiti da onorare. Al fine di sbrogliare la matassa, gli anziani cercano tra le loro fila un nuovo capo che possa prendersi questa gatta da pelare. Tuttavia nessuno vuole assumersene la responsaiblità. Soon-tae (Jo Woo-jin) da Boss potrebbe mettere a rischio la sua attività di ristoratore e pertanto rifiuta la proposta. Mentre Kang-pyo (Jung Kyung-ho), dopo essere uscito di galera, desidera solo diventare un ballerino di tango. A poter assumere il ruolo di Boss rimane solo Pan-ho (Park Ji-hwan), ritenuto però non all’altezza.

Titolo Originale
보스 (bo-seu)
Regia
Ra Hee-chan
Sceneggiatura
Lee Gyoo-bok, Ra Hee-chan, Yoon Seo-hyun
Interpreti
Jo Woo-jin, Jung Kyung-ho, Park Ji-hwan, Lee Kyu-hyung, Oh Dal-soo, Hwang Woo-seul-hye, Jung Eugene, Ko Chang-seok, Gil Hae-yeon, Lee Sung-min, Jung Kyu-soo
Corea del Sud, 2025, 98′

Boss racconta una versione ironica del gangster movie, in cui la lotta per il potere è una fuga dal ruolo più prestigioso ma indesiderato.
Fin dall’inizio Dae-soo preannuncia tramite il denigrante alterco con l’impiegato di banca il destino gramo del malavitoso, non preso sul serio proprio per via del suo essere Boss. Inoltre nessuno dei suoi delfini desidera prendere il suo posto. E non perché la situazione pessima in cui versa l’organizzazione criminale li condanni a fare da capri espiatori. Ma semplicemente a causa dei sogni che ognuno coltiva al di là di un mero potere più fastidioso che prestigioso.
L’ironia coinvolge anche la polizia, rappresentata da un infiltrato (Lee Kyu-hyung) piuttosto distratto ed imbranato. Per non parlare di un capo (Ko Chang-seok) non poi così determinato nell’arrestare delinquenti.
A rimarcare il tono farsesco e satirico del film si aggiungono una pletora di altri noti caratteristi, dall’onnipresente Oh Dal-soo a Jung Kyu-soo e da Joo Jin-mo a Lee Han-wi.


Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.