


In Thunderstruck Cop Hyeon-joon (interpretato da Shin Hyun-joon) è un agente di polizia di Chuncheon con un passato glorioso ma un presente polveroso. Un tempo era una leggenda, un esperto di combattimento e infiltrazione che aveva guadagnato fama catturando un feroce serial killer. Tuttavia, la sua vita è segnata da una ferita aperta: cinque anni prima, mentre era sotto copertura per incastrare Byeon Joon-ho (Jung Joon-ho), il leader della spietata “Hell Gang”, rimase sequestrato per tre giorni. Quel fallimento professionale coincise con la tragedia personale più grande: non riuscì ad arrivare in tempo per l’ultimo saluto alla moglie morente.
Oggi, Hyeon-joon vive con l’anziana madre Soo-mi (Kim Soo-mi), che gestisce con pugno di ferro un ristorante di sundae (sanguinaccio coreano), e la figlia adolescente Hye-ri (Chae Si-yeon). Il rapporto con la figlia è ai minimi termini: non si parlano da cinque anni perché Hye-ri non ha mai perdonato al padre l’assenza al funerale della madre, e lui, per vergogna e senso di colpa, non le ha mai rivelato di essere stato tenuto in ostaggio dai criminali. In casa, l’atmosfera è tesa: la madre lo rimprovera costantemente per la sua trascuratezza domestica (lascia i vestiti a terra “come la muta di un serpente”) e per la sua incapacità di comunicare con la figlia, che sta attraversando un’età delicata e si sfoga attraverso le arti marziali.
La svolta avviene durante una notte di pioggia.
Mentre tenta di accendersi una sigaretta, Hyeon-joon viene colpito in pieno da un fulmine. Sopravvive miracolosamente, ma con una strana cicatrice sul collo e un effetto collaterale bizzarro: ogni volta che beve un particolare energy drink acquisisce il potere della telepatia. Può sentire i pensieri di chiunque, dai colleghi pigri ai criminali che incrocia per strada. L’unico limite? Il potere dura solo finché non sente lo stimolo di urinare.

Titolo Originale
귀신경찰 (gwi-sin-kyeong-chal)
Genere
Commedia
Regia
Kim Yeong-joon
Interpreti
Shin Hyun-joon, Kim Soo-mi, Choi Jong-nam, Jo Won-hee, Ha Je-yong, Chae Si-yeon, Ha Hoe-jung, Kim Hyeon-seop, Moon Hak-jin, Eom Seon-yeong, Jung Joon-ho, Kim Byung-man
Corea del Sud, 2022, 107′

Thunderstruck Cop è un esempio calzante di cinema “high concept demenziale” che nasconde una satira feroce
Thunderstruck Cop parte da una premessa che sembra concepita apposta per essere liquidata come pura farsa: un poliziotto che, dopo essere stato colpito da un fulmine, sviluppa poteri paranormali legati ai bisogni fisiologici. Lui urina per leggere nella mente altrui, mentre un altro personaggio defeca per prevedere il futuro. È un’idea talmente assurda da sembrare quasi una provocazione, un high concept che punta tutto sull’effetto sorpresa e sull’umorismo più grossolano. Eppure, man mano che la storia prende forma, diventa evidente che questa premessa demenziale non è il fine del film, ma il mezzo.
Il film usa il grottesco, il corporale, lo slapstick, per aprire la strada a un discorso molto più serio e radicato nella realtà sudcoreana contemporanea: la corruzione sistemica, la speculazione edilizia, il conflitto generazionale, il fallimento del sogno capitalistico e la marginalità sociale.
Fin dalle prime scene, è chiaro che non ha alcuna intenzione di imitare il supereroismo patinato dei blockbuster americani prodotti da Marvel Studios. Al contrario, sceglie deliberatamente di muoversi in direzione opposta: niente aura mitologica, niente eroismo epico, niente estetica levigata. Qui il superpotere nasce dal corpo, dai suoi bisogni più elementari, e si manifesta in modo sgraziato, imbarazzante, quasi fastidioso.
Hyeon-joon: un antieroe prima ancora di diventare “super”
Il protagonista, interpretato da Shin Hyun-joon, è tutto tranne che un eroe. Hyeon-joon è un poliziotto stanco, svogliato, disilluso. Fa il suo lavoro con il minimo sforzo possibile, evita i problemi, non prende iniziative. La sua vita privata è altrettanto fragile. Non riesce a comunicare con la figlia Hye-ri e porta dentro di sé un senso di colpa profondo, legato alla morte della moglie.
Questo evento, che aleggia come un fantasma sulla sua esistenza, lo ha svuotato emotivamente e reso incapace di assumersi responsabilità affettive. Quando viene colpito dal fulmine durante un temporale, l’evento non ha nulla di epico. Non c’è musica trionfale, non c’è alcuna investitura simbolica. È un incidente quasi ridicolo, coerente con il tono del film.
La scoperta dei poteri tra comicità e imbarazzo
Le prime manifestazioni della telepatia sono trattate come sketch comici. Hyeon-joon si ritrova a leggere pensieri a caso, a finire in situazioni imbarazzanti, fino a smascherare uno sciamano locale semplicemente anticipando ogni suo trucco. È una sequenza che fa ridere, ma che stabilisce anche una regola narrativa fondamentale: il potere non è glorioso, è invasivo.
Costringe il protagonista ad ascoltare ciò che non vuole sentire. La sua prima reazione non è affatto morale. Non pensa di usare il potere per fare del bene. Vuole sfruttarlo per vincere alla lotteria, licenziarsi e liberarsi da ogni responsabilità.
La Ohsung Corporation e la “riqualificazione” come violenza
La svolta narrativa arriva con l’ingresso in scena di Jo Won-hwi, presidente della Ohsung Corporation. Con lui il film cambia progressivamente registro, pur mantenendo l’umorismo di fondo. Jo è il perfetto esempio di chaebol predatore.
Sta portando avanti un vasto progetto di “riqualificazione” del quartiere di Migeum-dong, e il modo in cui il film smonta questa parola è uno dei punti più interessanti della sua satira. Jo parla di sviluppo, modernizzazione, compensazioni agli abitanti. Il linguaggio è tecnico, quasi burocratico. Ma ciò che il film mostra è completamente diverso: anziani picchiati, famiglie minacciate, persone costrette a firmare documenti che non capiscono. La riqualificazione diventa gentrificazione forzata.
La Green Belt, la politica e la banalità del male edilizio
Con l’introduzione del membro del Congresso Song, la satira si fa ancora più tecnica. Entra in gioco la questione della Green Belt, le aree protette dove è vietato costruire. Jo vuole far revocare questi vincoli offrendo regali di lusso, come un’auto alla moglie del politico. Il dialogo tra Jo e Song è costruito con un linguaggio apparentemente razionale: Migeum-dong è una “città dormitorio” che non produce entrate fiscali, servono nuove costruzioni per il bene pubblico. Ma lo spettatore, che ha già visto le violenze per strada, percepisce la distanza enorme tra le parole e la realtà.
Una scena sintetizza perfettamente la visione del potere del film: Jo investe un poliziotto mentre guida ubriaco. Non fugge per paura della legge. Si ferma infastidito e getta banconote per strada, comprando il silenzio dell’agente. In quel momento il film suggerisce una verità amara: in un sistema capitalista estremo, anche la giustizia ha un prezzo di mercato. Grazie alla telepatia, Hyeon-joon scopre che la corruzione non è solo esterna. Anche la polizia è compromessa. Il suo potere diventa così uno strumento di pulizia interna.
il bullismo digitale e la fiducia IN THUNDERSTRUCK COP
Parallelamente, si sviluppa la storia di Hye-ri. La ragazza pratica Hapkido e difende l’amica Mi-na, vittima di bullismo digitale e ricatti basati su video compromettenti. Il parallelo con Jo è evidente: in entrambi i casi, l’immagine viene usata come strumento di estorsione.
Quando Hyeon-joon viene convocato a scuola, è tentato di leggere la mente della figlia. Potrebbe sapere tutto in un istante. Ma si ferma. Sceglie di fidarsi. È un momento cruciale nel suo percorso umano.
Hwang-yong e l’alternativa morale al capitalismo predatorio
L’incontro con Hwang-yong introduce il lato più surreale della storia. Anche lui colpito da un fulmine, possiede il dono della preveggenza. Ma a differenza di Hyeon-joon, ha usato questo potere per arricchirsi con la lotteria, ma per poi creare una fondazione caritatevole. Hwang-yong rappresenta l’alternativa morale al capitalismo predatorio di Jo. Mostra cosa si potrebbe fare con il denaro se non fosse concentrato nelle mani dei chaebol.
Il finale di THUNDERSTRUCK COP e la parodia degli “Avengers” in salsa coreana
Il rapimento di Hye-ri conduce allo scontro finale, dove azione e comicità si fondono. Energy drink distribuiti durante la rissa per attivare i poteri, situazioni paradossali nel mezzo del combattimento. Qui il film introduce i “Lightning Avengers”, una parodia evidente del Marvel Cinematic Universe. Ma questi eroi non sono miliardari o divinità: sono scarti sociali, persone fallite che trovano una nuova funzione sociale unendosi.
Questo elemento collega il film al filone dei supereroi quotidiani della narrativa sudcoreana recente. In Psychokinesis di Yeon Sang-ho, il protagonista è un padre mediocre coinvolto nella stessa dinamica di speculazione edilizia, ma con un tono molto più cupo. Mentre nella serie Moving, il superpotere diventa un segreto familiare che crea barriere tra genitori e figli. Thunderstruck Cop condivide questi temi, ma li filtra attraverso la commedia e l’assurdo.
Il tributo implicito a Kim Soo-mi e la frammentazione narrativa DI THUNDERSTRUCK COP
A rendere il film ancora più particolare contribuisce la presenza di Kim Soo-mi, scomparsa il 25 ottobre 2024. Il suo ruolo appare visibilmente ridotto, probabilmente a causa delle sue condizioni di salute durante le riprese, ma le poche scene domestiche conservano tutta la sua energia caustica e materna.
La sua presenza in locandina ha il sapore di un tributo affettivo più che di una necessità narrativa, e contribuisce a quella sensazione di frammentazione che si avverte in alcuni personaggi secondari, come ad esempio Dal-do-ryeong, accesorio se non fosse per il finale espanso.
Alla fine, Thunderstruck Cop suggerisce che il marciume della corruzione e della speculazione edilizia sia sotto gli occhi di tutti. Non serve un potere per vederlo. Ma forse serve un fulmine, una scossa, per trovare il coraggio di reagire.


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