


In Uprising Cheon-yeong (Gang Dong-won) è uno schiavo con straordinarie abilità marziali. Il suo padrone lo fustiga ogni volta che suo figlio Jong-ryeo (Park Jung-min) subisce una sconfitta durante gli addestramenti con il maestro di spada. Al fine di migliorare la sua condizione, Cheong-yeong aiuta Jong-ryeo fino al punto da fargli superare l’esame da ufficiale. E Jong-ryeo, in cambio, invoca la libertà dalla schiavitù di Cheong-yeong. Tuttavia la famiglia del nobile non tollera questa amicizia tra i due ragazzi e nega la libertà a Cheong-yeong.
Intanto l’esercito giapponese sta invadendo Joseon e il re Seonjo (Cha Seung-won) affama il popolo che si rivolta obbligandolo a fuggire. Nella confusione viene sterminata anche la famiglia di Jong-ryeo, e quest’ultimo si convince che a vendicarsi su di loro sia stato Cheong-yeong, contro cui inizierà a covare un odio profondo.

Titolo Originale
전,란 (jeon,ran)
Regia
Kim Sang-man
Sceneggiatura
Park Chan-wook, Shin Chul
Interpreti
Gang Dong-won, Park Jung-min, Cha Seung-won, Kim Shin-rok
Corea del Sud, 2024, 128′

Film storico in costume cosceneggiato da Park Chan-wook, Uprising racconta attraverso la storia di un’amicizia il conflitto tra classi insanabile nemmeno da un obiettivo di difesa comune.
Tanto che l’invasione messa in atto dal “taglianasi” nipponico passa quasi in secondo piano rispetto al disprezzo del re per un’intrusione ancor più cogente nella struttura sociale confuciana e classista da parte di un popolo schiavo che reclama uguaglianza. Anzi, l’elemento esogeno funge piuttosto da strumento di guerra da ambo le parti. Se il re Seonjo finisce addirittura con l’assumere i giapponesi catturati per impossessarsi del loro tesoro utile a ricostruire il palazzo reale e per scagliarli contro i rivoltosi, questi ultimi li usano per far sentire raggirato il Re.
Ma non sono solo i nobili e il Re a pagare cara la loro superbia. Lo è anche la stessa plebe che rinuncia a finanziare la rivolta dello stato sociale per prendere il posto della nobiltà contro cui lotta. Una vera uguaglianza tra nobili e schiavi è pertanto una mera utopia, anticipata dalla fine ingloriosa di coloro che la perorano all’inizio del film, e finalizzata da un’amicizia sublimata nella morte.
I fautori di questa “Grande Unità” peraltro finiscono mutilati e decapitati da un leader che si fa spregio di simboli patriottici come i generali di mare Sun-sin e di terra Ja-ryeong.


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