

In Wall to Wall è il 2021 e a Seul il mercato immobiliare è in forte ascesa. No Woo-seong (Kang Ha-neul) ne approfitta per acquistare un appartamento dando fondo a tutte le sue risorse. Tre anni più tardi però, il valore degli immobili crolla e il tasso degli interessi sui prestiti aumenta. Woo-seong si ritrova così costretto a trovarsi un lavoro notturno part-time per saldare le rate del mutuo. Tuttavia non riesce a guadagnare abbastanza e sceglie di vendere il suo appartamento per investire in una criptovaluta che possa consentirgli di riacquistarlo estinguendo i suoi debiti.
Allo stress dovuto alla sua condizione di precarietà si aggiungono rumori molesti che provengono dal piano di sopra.

Titolo Originale
84제곱미터 (84-je-gop-mi-teo)
Genere
Thriller
Regia e Sceneggiatura
Kim Tae-joon
Interpreti
Kang Ha-neul, Yeom Hye-ran, Seo Hyun-woo, Jeon Jin-oh, Cho Han-jun
Corea del Sud, 2024, 118′

Dopo Unlocked, Kim Tae-joon torna a riflettere sulla contemporaneità postpandemica, stavolta puntando i riflettori sullA speculazione edilizia, il caro vita e le diseguaglianze sociali.
L’incipt fatato dalla fotografia vintage e ovattata ci immerge in un periodo storico di sospensione della realtà, in cui è il momento di investire sulla crisi. Tuttavia, una volta risvegliati dal sogno, si torna con i piedi per terra, costretti a pagare gli effetti della bolla immobiliare. E nel farlo il protagonista finisce addirittura con lo scommettere all in su un altro trend speculativo dei giorni nostri, il mercato delle criptovalute. D’altronde è un’era in cui lavorare (e fare lavoretti extra) non basta per sopravvivere, figuriamoci vivere.
E ad ogni modo Woo-seong non è quello che se la passa peggio. Come in una piramide, il condominio in cui dimora è abitato da vari personaggi ognuno appartenente a una categoria sociale più elevata man mano che si sale di livello. E se il protagonista almeno ha un lavoro dignitoso e una casa di proprietà, gli inquilini del piano di sotto pagano un affitto a colei che vive nell’attico, che non vede l’ora di sfrattarli.
Costei (Yeom Hye-ran) è anche il simbolo del potere (politico-giudiziario), che diventa proprietario del suo malaffare per nasconderlo agli occhi di un quinto potere (il giornalismo) altrettanto privo di scrupoli (più per motivi narrativi che di critica sociale).
Ed è forse qui che risiede il difetto di Wall to Wall. Non tanto nel connotare negativamente il vicino del piano di sopra (Seo Hyun-woo), ma nel mischiare l’argomento della costruzione non a norma degli edifici, e dei conseguenti rumori molesti, con quello della speculazione cryptofinanziaria, senza approfondire né l’uno né l’altro argomento. Ma fotografa ad ogni modo una condizione di precarietà abitativa e finanziaria che risparmia solo chi ha i mezzi per sfruttarla.


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