


In Alienoid: Return to the Future, Ean (Kim Tae-ri) e Tuono (Kim Woo-bin) rimangono intrappolati nel passato mentre cercano di impedire la fuga dei prigionieri alieni rinchiusi nei corpi umani. Ean trova il Pugnale Divino, che può aprire una porta attraverso il tempo. Nel frattempo, Moo-reuk (Ryu Jun-yeol), che aiuta Ean a fuggire, è turbato quando inizia a percepire la presenza di un essere estraneo nel suo corpo. Ean e Moo-reuk sono inseguiti dagli Stregoni (Yum Jung-ah e Jo Woo-jin), che sospettano che un alieno risieda in Moo-reuk, e da un nemico (Kim Eui-sung) che cerca il Pugnale. Intanto nell’anno 2022, il rilascio del gas alieno haava potrebbe provocare la morte di migliaia di persone. Con soli 48 minuti rimasti prima che l’haava esploda, Ean deve tornare nel futuro, affrontare gli alieni e fermare la detonazione del gas.

Titolo Originale
외계+인 2부 (eui-gye+in 2-bu)
Genere
Azione, Fantasy, Fantascienza
Regia
Choi Dong-hoon
Sceneggiatura
Choi Dong-hoon, Lee Gi-cheol
Interpreti
Ryu Jun-yeol, Kim Woo-bin, Kim Tae-ri, Yum Jung-ah, Jo Woo-jin, Kim Eui-sung, Lee Honey, Shin Jung-keun, Choi Yoo-ri, Kim Ki-cheon, Jin Sun-kyu, Yoon Kyung-ho, Lee Si-hoon
Corea del Sud, 2023, 122′

Con Alienoid: Return to the Future, Choi Dong-hoon conclude la sua minisaga fantascientifica sulla scia del primo capitolo
Il finale infatti lascia pochi dubbi sulla natura autoconclusiva del film, che non ha bisogno di ulteriori sequel. Una lezione che il regista sembra aver imparato e che si riflette anche nel minutaggio più esiguo rispetto al film precedente. La ricetta è sempre la stessa, mix di generi dall’action al fantasy, dalla fantascienza alla commedia, che trovano sintesi in una sceneggiatura ben calibrata, sebbene ipertrofica di eventi e personaggi. C’è spazio anche per colpi di scena che destano dal torpore di un’effettistica non sempre ai massimi livelli che ruba comunque la scena.
Tuttavia, sebbene non si scadi nel melodramma, come da tradizione, tra tutti i generi inseriti manca un dramma che dia profondità alla narrazione e ai personaggi. Si finisce pertanto per assistere a una baraonda di sequenze avventurose che scivolano addosso senza lasciare tracce memorabili che un progetto ambizioso come questo dovrebbe voler lasciare.


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