


In Under Your Bed Ji-hoon (Lee Ji-hoon) trova la sua unica fonte di gioia nel vedere sorridere da lontano Ye-eun (Lee Yoon-woo), una sua compagna dell’Università. Sfortunamente Ye-eun ha perso il sorriso dopo aver sposato Hyeong-oh (Shin Soo-hang), un uomo che abusa di lei continuamente. Pur riuscendo a spiare Ye-eun, installando microfoni e telecamere nascoste nella sua abitazione, Ji-hoon assiste impotente alle violenze subite dalla sua amata.

Titolo Originale
언더 유어 베드 (eon-deo yu-eo bae-deu)
Genere
Melodramma, Romantico, Thriller
Regia
Sabu
Sceneggiatura
Jung Young
Interpreti
Lee Ji-hoon, Lee Yoon-woo, Shin Soo-hang, Kim Soo-oh
Corea del Sud, 2023, 99′

Con Under Your Bed Sabu trasla in Corea l’omonimo romanzo melodrammatico a tinte voyeur di Kei Ohishi, già trasposto cinematograficamente da Mari Asato
Il copione è sempre lo stesso. Un ragazzo introverso s’innamora di una ragazza solare con cui ha solo bevuto un caffé. Anni dopo la rintraccia e la spia addirittura dall’interno della sua casa mentre subisce gli abusi da parte del marito, come nel più poetico Ferro 3 di Kim Ki-duk. Vi sono però alcune differenze tra il remake e l’originale, sia a livello narrativo che tematico.
Innanzitutto il film di Mari Asato è incentrato sull’oblio, sofferto dal protagonista fin dall’infanzia, quando fu lasciato soffocare dentro l’auto da un padre disattento. Nel remake di Sabu, invece, il background sul fratello morto in un incidente stradale serve solo come MacGuffin (come il cliente disturbato, che qui ha lo stesso nome del protagonista) per sviare lo spettatore sull’identità di Ji-hoon insieme all’altro background su un altro fratello, quello di Hyeong-oh. Quest’ultimo tra l’altro diventa una figura più complessa e addirittura “pensante”, a differenza del marito bidimensionale dell’originale. Vi sono poi differenze a livello narrativo. Chihiro ha una figlia, Ye-eun no. Come diversi sono i destini dei due mariti.
La maggiore introspezione dei personaggi nel remake consente a Sabu di indagare sulle ragioni che li spingono a districarsi in relazioni tossiche e malsane. In entrambi i film, ad ogni modo, quella che può essere una scelta consapevole della donna di salvarsi da sola da una condizione di sottomissione, visto che poi il protagonista “non se la sente” di intervenire, viene disattesa dal suo grido d’aiuto, un permesso ad entrare nella sua vita senza il quale il voyeur non può tramutarsi in principe azzurro che si sacrifica per la causa del suo amore idealizzato e corrisposto nel finale melodrammatico del remake.


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