


In Room No.7 Doo-sik (Shin Ha-kyun) possiede una sala DVD che però vuole vendere poiché si rivela un’attività poco remunerativa. Anche Tae-jeong (Do Kyung-soo), il dipendente di Doo-sik, soffre di problemi finanziari. Deve restituire un prestito richiesto per continuare gli studi e si offre di nascondere una partita di droga per conto di uno spacciatore che gli promette in cambio un’ingente somma di denaro. Il nascondiglio scelto da Tae-jeong si rivela essere però lo stesso in cui Doo-sik rinchiude un segreto che, se scoperto, manderebbe all’aria la vendita del locale.

Titolo Originale
7호실 (7-ho-sil)
Regia e Sceneggiatura
Lee Yong-seung
Interpreti
Shin Ha-kyun, Do Kyung-soo, Kim Dong-young, Kim Jong-soo, Park Soo-young, Kim Jong-goo, Jun Suk-ho, Kim Do-yoon-I, Hwang Jung-min-I, Jung Seung-gil, Jung Hee-tae
Corea del Sud, 2017, 100′

Room No.7 è una black comedy scomodamente ironica su individui incastrati nelle maglie di un capitalismo che governa le loro scelte.
C’è chi come Doo-sik fa di tutto per ottenere il massimo da una vendita che salverebbe il salvabile, visto che ormai, superati i quarant’anni, non ha ancora molte carte da giocarsi. E per farlo è disposto perfino a sottrarsi (per paura, ma anche per interesse) a un doveroso soccorso. Doveroso, non solo in quanto è un essere umano, ma soprattutto perché è il proprietario di un locale dove la sicurezza scarseggia. E a subirne le conseguenze è il dipendente immigrato, costretto ad accontentarsi di tutto pur di tenersi buono un posto di lavoro.
Poi c’è Tae-jeong, a sua volta pressato, non certo dall’avidità, ma dall’esigenza di estinguere un debito e di smarcarsi dall’ambiente malavitoso che lo minaccia. L’incontro tra le motivazioni economiche di questi tre personaggi dà vita a una commedia tesa e vivace. Questo soprattutto grazie all’interpretazione concitata di Shin Ha-kyun, che trova in Do Kyung-soo un’ottima spalla agli antipodi, seriosa e taciturna.
Il risvolto morale risulta invece assai controverso, in quanto i due protagonisti, affatto lindi e puri, la scampano, uno rinunciando ai soldi sporchi e accontentandosi di aver raggiunto il suo obiettivo, e l’altro versando qualche lacrima che non lava di certo la sua responsabilità.


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