


In Nocturnal Bae Min-tae (Ha Jung-woo) è un ex gangster ora ritiratosi a una vita tranquilla come manovale. La sua esistenza è sconvolta quando viene rinvenuto il cadavere del suo unico fratello, Seok-tae (Park Jong-hwan). Contemporaneamente, la moglie di Seok-tae, Moon-yeong (Yoo Da-in), scompare senza lasciare traccia.
Durante le indagini, Min-tae scopre che un romanzo bestseller intitolato Nocturnal, scritto dal misterioso autore Ho-ryeong (Kim Nam-gil), descrive con inquietante precisione le circostanze della morte del fratello. Questo dettaglio lo porta a sospettare che Moon-young possa aver condiviso informazioni cruciali con lo scrittore prima della tragedia.
Mentre cerca di far luce sull’accaduto, Min-tae si scontra con la sua ex organizzazione criminale, intenzionata a insabbiare l’intera vicenda per proteggere i propri interessi. Anche la polizia entra in gioco, complicando ulteriormente la situazione. Determinato a scoprire la verità, Min-tae intraprende una caccia spietata, guidato dalla rabbia e dal desiderio di vendetta.

Titolo Originale
브로큰 (beu-ro-keun)
Genere
Thriller
Regia e Sceneggiatura
Kim Jin-hwang
Interpreti
Ha Jung-woo, Kim Nam-gil, Yoo Da-in, Jung Man-sik, Im Sung-jae, Lee Seol, Kim Chan-hyung, Jang Nam-boo, Park Jong-hwan, Cha Rae-hyung, Seo Hyun-woo, Jeong Jae-kwang
Corea del Sud, 2021, 99′

Con Nocturnal Kim Jin-hwang scrive e dirige un thriller accattivante in cui la furia vendicativa del protagonista non trova freno e pace.
Tanto che il finale non è altro che prodromico a un ulteriore gesto vendicativo. Ha Jung-woo interpreta un antieroe credibile nella sua avventatezza non priva di vulnerabilità e nella sua efferatezza. Se non fosse per il colpo di scena finale (montato magistralmente), sarebbe capace di uccidere la nuora, come confessato al non poi così fido Byeong-gyoo (Im Sung-jae).
Dal punto di vista della scrittura il punto debole è però quello che dà addirittura il titolo (internazionale) al film, ovvero quel Nocturnal che, funge insieme al suo autore, ad effetto MacGuffin, che più che sviare, aggiunge troppa carne al fuoco, compreso un Kim Nam-gil che interpreta un personaggio superfluo ai fini diegetici.
Eccessivamente nichilista il disvelamento finale con una scena incredibilmente (nel senso letterale del termine) agghiacciante, in cui (spoiler) Chang-mo (Jung Man-sik) canta al karaoke mentre Moon-yeong lava via il sangue davanti al cadavere di colui che, per quanto odiato, era pur sempre il marito.


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