


In Escape, il soldato semplice nordcoreano Dong-hyeok (Hong Xa-bin) scopre il piano di fuga verso il Sud del sergente nordcoreano Gyoo-nam (Lee Je-hoon). Servendosi del piano, Dong-hyeok cerca di disertare e Gyoo-nam tenta di fermarlo, ma entrambi vengono catturati dai loro compagni. Tuttavia, il maggiore del Dipartimento di Sicurezza di Stato, Hyeon-sang (Koo Kyo-hwan), riconosce in Gyoo-nam un vecchio amico d’infanzia. E invece di accusarlo, decide di far passare Gyoo-nam per un eroe che ha catturato un disertore, offrendogli una promozione. Se non fosse che Gyoo-nam desidera vivere la sua vita secondo la propria volontà, e non secondo gli ordini del governo. Pertanto, non rinuncia al sogno di attraversare il confine. D’altra parte però, Hyeon-sang cerca disperatamente di fermare Gyoo-nam.

Titolo Originale
탈주 (tal-ju)
Genere
Azione
Regia
Lee Jong-pil
Sceneggiatura
Kim Woo-geun, Kwon Seong-hwi
Interpreti
Lee Je-hoon, Koo Kyo-hwan, Hong Xa-bin, Seo Hyun-woo, Lee Sung-wook, Yoo Tae-joo, Jung Joon-won-I, Shin Hyun-ji, Lee Ho-jung, Song Kang, Esom, Jang Young-nam
Corea del Sud, 2024, 94′

Escape affronta il tema della diserzione fuor dalla retorica patriottica, sottolineando come la patria sia più un luogo dell’anima in cui si è liberi di realizzarsi, anche a costo di fallire.
Sebbene infatti la distinzione tra buoni e cattivi sia manichea come non può non essere tra una democrazia “occidentale” e un regime autocratico e dinastico, sedicente comunista, il sergente Gyoo-nam ribadisce in più di un’occasione come egli non consideri la Corea del Sud un eldorado privo di insidie. Tuttavia però essa può garantirgli di non finire giustiziato davanti a un plotone d’esecuzione semplicemente perché desidera essere padrone del proprio destino. Alla fine dei conti è esclusivamente questo che vuole Gyoo-nam, poter essere libero anche di compiere scelte sbagliate, ma soprattutto compiere delle scelte.
Scelte che non ha Hyeon-sang, non solo obbligato a nascondere la propria omosessualità politicamente inconcepibile, ma anche a sacrificare la sua vocazione d’artista per la carriera militare. Ed è proprio per questo motivo che Hyeon-sang prima protegge e poi dà la caccia a Gyoo-nam. Un po’ simpatizza con chi si trova nelle sue stesse condizioni. Ma dall’altra non concepisce come si possa reagire a questo stato delle cose determinato da un ordine sociale basato su dogmi imposti dall’alto.
Dal punto di vista dell’intrattenimento, Escape gode di una regia con un buon ritmo che sa alternare senza traumi i momenti comici (i soldati che si accorgono di Dong-hyeok) a quelli drammatici. La caccia al topo senza sosta presenta poi due protagonisti estremamente polarizzati, rendendo la corsa verso la libertà (ripetiamo, anche di fallire) di Gyoo-nam ancor più agognata.


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