


In Song of the Bandits è il 1915, e Lee Yoon (Kim Nam-gil) lascia l’esercito giapponese per raggiungere Myeongjeong, un borgo del Gando Nord. Gwang-il (Lee Hyun-wook-I), superiore di Lee Yoon, non concorda con la decisione del sottoposto e ordina alla sicaria Eon-nyeon-i (Lee Ho-jung) di ucciderlo. Ma la donna lo risparmia, perché a Myeongjeong Lee Yoon ci è andato per trovare la morte per mano dell’indipendentista Choong-soo (Yoo Jae-myung), al quale sei anni prima aveva sterminato la famiglia. Tuttavia Lee Yoon difende il villaggio di Choong-soo dalle scorribande del bandito Nodeoksan e si guadagna il perdono dell’uomo.
Cinque anni dopo, Lee Yoon e Choong-soo si uniscono ai banditi Sang-goon (Kim Do-yoon-I), Raeng-i (Lee Jae-kyoon) e Geum-soo (Cha Yup). Al fine di provvedere al sostentamento del loro villaggio, decidono di assaltare un carro portavalori del governo giapponese. Ma alla caccia di quel denaro vi sono anche i sanguinari banditi di Jang Ki-ryong e Hee-shin (Seohyun), una talpa degli indipendentisti coreani che lavora sotto copertura come funzionaria dell’ufficio ferrovie.

Titolo Originale
도적 : 칼의 소리 (do-jeok : kal-eui so-ri)
Genere
Serie TV, Storico, Azione
Regia
Hwang Joon-hyeok, Park Hyeon-seok
Sceneggiatura
Han Jeong-hoon
Interpreti
Kim Nam-gil, Seohyun, Yoo Jae-myung, Lee Hyun-wook-I, Lee Ho-jung, Kim Do-yoon-I, Lee Jae-kyoon, Cha Yup, Cha Chung-hwa, Kim Seol-jin, Ko Kyu-pil, Song Hoon, Lee Yoo-young
Corea del Sud, 2023, 9 Episodi

Western Eastern ricco di azione e colpi di scena, Song of the Bandits contiene pregi e difetti del prodotto seriale.
Innanzitutto, c’è da dire che il minutaggio esteso del formato consente di sviscerare ogni aspetto storico-politico. Tuttavia lo stesso tempo non è riservato alla presentazione dei personaggi. Ciò funziona per i protagonisti, poiché centellinare il loro background (neanche tutto in una stagione) serve ad alimentare aspettative. Ma ritrovarsi di punto in bianco tre banditi che giustificano la loro presenza solo per le abilità che li contraddistinguono è indice di superficialità. Come è superficiale farli combattere con antagonisti che posseggono identiche caratteristiche.
Non esente da difetti è anche la sceneggiatura, tanto articolata negli sviluppi della trama, quanto disattenta nell’agnizione tra i protagonisti. Se Lee Yoon riconosce subito Hee-shin, nonostante le dica di non averla vista fino a quel momento, quest’ultima si ricorda di lui solo tramite flashback innescati dal suo nome, che tra l’altro era già stato proferito precedentemente in presenza della donna. Come se ci si potesse ricordare di una persona solo dal suo nome e non dal suo volto.
Facilonerie di scrittura a parte, Song of the Bandits espone tutta la sua magnificenza produttiva. Quasi in ogni episodio vi sono incontri-scontri tra i vari personaggi che culminano con climax spettacolari. Si pensi ad esempio alla tempesta di sabbia dopo l’assalto al treno, o alle sparatorie ottimamente coreografate con Kim Nam-gil e una sorprendente Lee Ho-jung.
Non mancano poi retoriche patriottiche, sentimentalismi patetici e melodrammi forzati in seno alla banda di Lee Yoon. Mentre il lato romantico, nonostante le leggerezze di cui sopra, fa ben promettere per una seconda stagione che dovrà sciogliere questo ed altri nodi.


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