


In Streaming Woo-sang (Kang Ha-neul) è un content creator attivo sulla piattaforma Wag. La sua attività consiste nel trasmettere dirette live in cui cerca di fare chiarezza su alcuni omicidi seriali che hanno coinvolto anche una sua collega. Al fine di entrare nella testa dell’assassino, Woo-sang ricrea insieme alla “wagger” Matilda (Ha Seo-yoon) la scena del delitto. Tuttavia quest’ultima sfrutta la collaborazione per aumentare la visiblità del proprio canale ai danni di quello di Woo-sang. Finché Matilda viene rapita dal serial killer e Woo-sang ha l’occasione di risollevare la sua posizione all’interno della piattaforma, salvando la donna.

Titolo Originale
스트리밍 (seu-teu-ri-ming)
Genere
Thriller
Regia e Sceneggiatura
Jo Jang-ho
Interpreti
Kang Ha-neul, Ha Seo-yoon, Kang Ha-kyung, Ha Hyun-soo, Park Tae-san, Song Duk-ho, Lee Do-eun, Lee So-yool, Joo Ji-ah, Lee Sang-mi, Park Seon-yeong, Ryu Yeon-seok
Corea del Sud, 2021, 91′

Con Streaming Jo Jang-ho sfrutta le peculiarità del thriller in chiave satirica per restituire un ritratto impietoso dei new media.
Ovviamente a passare sotto la lente di ingrandimento non sono i dispositivi tecnologici in sé, ma l’uso improprio che se ne fa. Sopratutto se ad utilizzarli non sono professionisti del loro campo, ma disoccupati disperati in cerca di un modo per svoltare. Come lo stesso Woo-sang, che ha fallito sei volte l’esame per entrare in polizia. E i suoi competitor non sono da meno. Ognuno di loro, compreso il protagonista, abita in un seminterrato ben camuffato per rendere le riprese più seducenti. C’è poi chi si filma mentre balla o mentre mangia per lucrare su chi spreca la sua vita ad osservare e giudicare. Anche se su quest’ultimo punto non ci si concentra affatto.
La piattaforma digitale, che offre visibilità, alimenta l’arrivismo capitalista premiando chi crea il contenuto più accattivante. Ne consegue che pur di raggiungere il successo si crei la notizia, più che seguirla. E così il nostro antieroe inscena il delitto per interpretare la mente dell’assassino, anziché limitarsi a studiare le prove disponibili. Fornisce uno spettacolo, non un’indagine. Pone l’artificio come modus operandi, risultando pertanto poco spontaneo e finendo col subire per ben due volte lo scacco dal sensazionalismo che ricerca, prima a favore della profittatrice Matilda e in seguito del fan che lo incastra.
Così come i wagger devono mantenere alto il livello dell’attenzione per guadagnare visualizzazioni e donazioni, così Jo Jang-ho cattura l’attenzione dello spettatore coinvolgendolo come regista dell’azione e non come semplice osservatore attivo.
Chi guarda è anche chi muove il mouse per cliccare da un contenuto all’altro. E lo schermo cinematografico diventa quello di una live su Twitch, con tanto di chat sulla barra laterale, sticker inviati come le superchat di Youtube, e voci prodotte con l’intelligenza artificiale che leggono i commenti. Non mancano addirittura le ads da saltare che, emblematicamente, promuovono prestiti ad una società indebitata per cui la domanda è pertanto alta.
Lo streaming è fluviale per tutto il film, ad eccezion fatta di un breve intermezzo prima del finale, in cui Jo Jang-ho si riappropria del punto di vista. A reggere l’intero flow è il sempre istrionico Kang Ha-neul che domina la scena, seppur in coabitazione con Ha Seo-yoon, non a caso nominata nuova attrice esordiente ai 61esimi Baeksang Arts Awards.
Sebbene non approfondite sul piano sociologico, stiamo pur sempre parlando di un thriller dai toni da commedia, non mancano poi allusioni ai suicidi a cui inducono gli hater, e alla consuetudine tutta coreana delle scuse pubbliche, utili solo a rovinare la vita di chi si sottopone alla gogna mediatica.


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