

In A Great Chinese Restaurant Yang Han-Kook (Kim Suk-hoon) arriva dalla Cina in un piccolo ristorante cinese, il Peking Ban-Jeum. Egli è il figlio dell’amico d’infanzia del signor Han (Shin Goo), il proprietario del ristorante, a cui il padre aveva promesso di tornare per gestire insieme l’attività.
Mentre Han-Kook inizia a dare una mano in cucina, il capo chef (Dong Bang-woo) ha un alterco col Signor Han, che non tollera l’introduzione di additivi come il caramello nel Jajang-myeon. Di conseguenza egli accetta di passare alla concorrenza, in un altro ristorante cinese, molto più in voga. Inoltre un altro chef (Jung Woong-in) si dilegua con il libretto di risparmi del vecchio. Come se non bastasse, l’anziano proprietario subisce un ictus che lo costringe a chiudere l’attività.
Nonostante il Paeking Ban-jeum non abbia più cuochi, Han-Kook, il lavapiatti (Jeong Jun), il ragazzo delle consegne (Kim Jung-ki) e un chimico appena assunto (Ri Min) si rimboccano le maniche reinventandosi chef e tentando di far risorgere il ristorante.
A dare un mano con la clientela c’è poi Mi-rae (Myung Se-bin), la figlia del capo, che lavora come cameriera in un ristorante italiano.

Titolo Originale
북경반점 (Bukkyeong Banjeom)
Genere
Drammatico
Regia
Kim Ui-seok
Sceneggiatura
Cheon Myeong-kwan, Jang Hang-jun, Park Gyu-tae
Interpreti
Kim Suk-hoon, Myung Se-bin, Shin Goo, Jeong Jun, Dong Bang-woo, Ki Joo-bong, Kim Jung-ki, Kim Kyung Bum, Jung Woong-in, Song Young-chang, Yu Yeon-su
Corea del Sud, 1999, 95′

Dello stesso regista di The Marriage Life, A Great Chinese Restaurant è un dramedy culinario sula forza di volontà.
Nonostante infatti intervengano soluzioni esterne a dirimere le problematiche apparentemente insormontabili degli aspiranti chef, esse non sminuiscono lo spirito d’iniziativa e la tenacia di Han-Kook, che convince vecchie e nuove risorse. Poco importa quindi se una riserva di Chun Jang appaia dal nulla, un ex cuoco giocatore d’azzardo (Ki Joo-bong) e un altro figliol prodigo (Jung Woong-in) diano una mano nel momento del bisogno. Come dice il proverbio, aiutati che il ciel t’aiuta. E tra l’altro sono tutti elementi che funzionano a livello narrativo.
Come funzionano dal lato comico i contrappassi ironici dello chef passato alla concorrenza e del ragazzo delle consegne del ristorante del reduce di guerra. Di Itamiama memoria poi, il pasto aziendale, che accompagna con disquisizioni amene le varie portate.
Debole invece l’affaire romantico tra Mi-rae e un inspiegabilmente fuggiasco Han-Kook, che ritorna all’ovile senza alcun valido motivo a giustificarlo. Infondo il padre è morto, e sta lasciando (temporaneamente? Per sempre) una ragazza che gli mancherà e un’attività che ha contribuito più di tutti a far rinascere.


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