

In Hit the Night la giovane regista Ga-yeong (Jeong Ka-young) invita il suo amico Jin-hyeok (Park Jong-hwan) a bere per fargli alcune domande. Le risposte saranno utili per la stesura di una sua prossima sceneggiatura. Tuttavia i quesiti di Ga-yeong si fanno sempre più intimi e personali, rivelando il vero intento della ragazza, ovvero quello di portare a letto Jin-hyeok. La serata continua in un locale di karaoke, dove si unisce anche Yeong-chan (Hyung Seul-woo), meno attraente di Jin-hyeok ma più compatibile con Ga-yeong.

Titolo Originale
밤치기 (bam-chi-gi)
Genere
Romantico
Regia e Sceneggiatura
Jeong Ka-young
Interpreti
Jeong Ka-young, Park Jong-hwan, Hyung Seul-woo, Ahn Da-mi-ro, Kim Eun-seon
Corea del Sud, 2017, 84′

Con Hit the Night Jeong Ka-young prosegue il suo cinema autoreferenziale ispirato a Hong Sang-soo, iniziato con Bitch On the Beach
Come nel suo esordio, Jeong Ka-young riprende alcuni topos del cinema di Hong Sang-soo da un’ottica prettamente femminile. E così abbiamo le confessioni adiuvate da bevute alcoliche e una manciata di ambienti con riprese fisse su personaggi dialoganti. Se in Hong Sang-soo i protagonisti maschili sono spesso suoi alter-ego con i loro difetti, in Jeong Ka-young è lei stessa, non solo il genere femminile, ad assurgere a modello di una femminilità magari discutibile, ma verace e scevra da sovrastrutture morali.
No stupisce quindi che si descriva come una persona superficiale, che preferisce salutare un ragazzo non di bell’aspetto con cui ha delle affinità intellettive per cercare disperatamente le attenzioni sessuali di un uomo più attraente ma riluttante a concedersi. Emblematico, come in Bitch On the Beach, l’utilizzo del cinema per marcare queste differenze. Se Jin-hyeok ricorda a malapena One Fine Spring Day, per Yeong-chan il film di Hur Jin-ho è addirittura il suo melodramma preferito.
Tuttavia Ga-yeong cerca altro in un uomo e le sue domande, per lo più “scabrose”, cercano piuttosto di sedurre il suo interlocutore, nel senso etimologico del termine. Lo dimostra anche il fatto che il suo taccuino sia pieno non tanto di spunti per una sceneggiatura, ma di scarabocchi che fungono più da scusa per una conquista che da materiale per un progetto lavorativo.


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