

In Revelations il pastore Min-chan (Ryu Jun-yeol) scopre che la moglie lo tradisce con il suo rivale in lizza per la conduzione di una nuova chiesa. Come se non bastasse, sua figlia scompare e i suoi sospetti si rivolgono verso Yang-rae (Shin Min-jae), un ex detenuto in libertà vigilata.
Durante una colluttazione con Min-chan, Yang-rae batte la testa contro un masso e il pastore lo getta in un fossato. Tuttavia Yang-rae non ha rapito la figlia di Min-chan, ma una ragazza che, con la morte dell’ex detenuto, non è più rintracciabile.
A provare a trovarla è Yeon-hee (Shin Hyun-been), una poliziotta che ha un conto in sospeso con Yang-rae, reo di aver seviziato e portato al suicidio sua sorella.

Titolo Originale
계시록 (gye-si-rok)
Genere
Thriller
Regia
Yeon Sang-ho
Sceneggiatura
Choi Kyu-sok
Interpreti
Ryu Jun-yeol, Shin Hyun-been, Shin Min-jae, Han Ji-hyun, Moon Ju-yeon, Woo Kang-min, Kim Bo-min-I, Jeon Woon-jong, Joo In-young
Corea del Sud, 2024, 122′

Con Alfonso Cuarón alla produzione e il Choi Kyu-sok di Hellbound alla sceneggiatura, Yeon Sang-ho dirige con Revelations un thriller sulla fallacia del percepito.
Non è un caso che nella diagnosi su Min-chan si faccia riferimento all’apofenia e alla pareidolia. L’una è la tendenza a individuare regole e schemi tra elementi non collegati tra loro. Mentre la seconda è l’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note degli oggetti o profili dalla forma casuale. Le rivelazioni sono le convinzioni ingannevoli di aver ricevuto dei messaggi divini che autoassolvano le proprie azioni esecrabili. E lo sono anche le allucinazioni di Yeon-hee causate dal suo senso di colpa, come il mostro dall’occhio solo, simbolo delle violenze subite da Yang-rae.
Tuttavia l’epifania della rivelazione assoluta è quella che svela l’inganno dietro le tre autosuggestioni, ad opera di un personaggio, quello dello psicologo, anch’egli percepito erroneamente. Per quanto Yang-rae si nasconda dietro i traumi subiti durante l’infanzia ha pur sempre sequestrato una ragazza. Così come Min-chan ha semplicemente trovato nelle apofenie una scusa per potersi difendere. E Yeon-hee crea il fantasma della sorella per sfogare la sua ira vendicativa. Ma la verità è che tutti questi elementi messi insieme casualmente contribuiscono alla creazione di un danno imprevedibile e non meditato.
Se proprio si vuole ricercare un colpevole in Revelations lo si può trovare in una società (e in una religione) ipocrita. Si pensi a Min-chan che schiaccia uno scarafaggio dopo aver proclamato l’amore di Dio, o che promuove il perdono per poi sconfessarsi inseguendo i suoi sospetti su Yang-rae e costringendo la moglie a una confessione che denota anche l’ipocrisia di quest’ultima, del suo amante e del di lui padre. Inoltre, ad uccidere la sorella di Yeon-hee non è stato di certo il suo aguzzino, ma i social (vera piaga contemporanea) che lo compatiscono.


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