


In Spring Garden So-hee (Jo Yoon-hee) si sveglia per ritrovarsi davanti il cadavere di suo marito Chang-soo (Heo Dong-won), impiccatosi al soffitto. Durante il funerale di quest’ultimo poi, perde il bambino che portava in grembo. Successivamente scopre che Chang-soo gli aveva lasciato in eredità una villa dove avrebbero cresciuto la loro famiglia.
Dopo essersi trasferita in quel luogo però, So-hee avverte la presenza di Chang-soo. Finché un giorno trova dietro un quadro la foto di Hyeon-joo (Chu Ye-jin), una ragazza che il marito aveva salvato da un tentativo di suicidio. Indagango, So-hee scopre che la morte di Chang-soo è legata a stretto filo con il triste destino di Hyeon-joo, il cui spirito infesta la casa.

Titolo Originale
늘봄가든 (neul-bom-ga-deun)
Genere
Horror
Regia
Ku Born
Interpreti
Jo Yoon-hee, Kim Joo-ryoung, Jung In-kyum, Heo Dong-won, Lee Joong-ok, Chu Ye-jin, Park Roo-ah, Woo Hyo-won, Lee Ji-oh, Choi Seo-yoon, Song Ji-woo-I, Kim Ra-on
Corea del Sud, 2024, 90′

Ispirato alla vicenda di un ristorante in cui si sono susseguite varie morti, Spring Garden è un horror con qualche buona intuizione e una sceneggiatura un po’ caotica.
Non mancano infatti riferimenti intenzionali o meno a capolavori dell’horror come Audition di Takashi Miike o addirittura Phenomena di Dario Argento. Peccato che la scena della segregazione di Eun-joo o dello sciame di insetti trovino poco senso all’interno della trama. E non bastano scene inquietanti come quelle all’inizio o morti ironiche e fantasiose, come quella con l’ombrello, a sopperire a una logica non ben definita, soprattutto nel finale. Ad alimentare la confusione ci si mettono anche gli incubi a ripetizione che, per quanto suggestivi, disorientano lo spettatore.
Elemento comune tra le due principali storie che si dipanano, quella di So-hee e quella di Hyeon-joo, è il tema della famiglia. Come anticipato da un’insegnante, Hyeon-joo è un’adolescente problematica senza un famglia che la supporti. Diventa pertanto facile preda di un gruppo di disadattati che la sfruttano per farla prostituire. Dopo aver tentato il suicidio, ella trova in Chang-soo non solo un salvatore ma anche un amante con cui creare una famiglia.
Una famiglia però Chang-soo la sta già costruendo con So-hee, e la gravidanza di Hyeon-joo per lui è solo un problema da risolvere. Al netto di una figura maschile comunque controversa, visto che Chang-soo sa a cosa sta andando incontro seducendo o accettando la seduzione di Hyeon-joo, anche il rancore di quest’ultima verso un’innocente So-hee non contribuisce a dipingerla come la ragazza senza colpe che è.
Tuttavia, accettandola come parte della famiglia, So-hee libera sé stessa e Hyon-joo dalla maledizione, ma il finale racconta il contrario, oltre a evidenziare una gravidanza spuntata dal nulla.


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