


In A Bedsore Soo-ok (Kang Ae-shim) è un’immigrata clandestina cinese che lavora come badante presso una coppia di anziani. Il suo compito è soprattutto quello di prendersi cura della paralizzata Gil-soon (Jeon Guk-hyang). A causa della sua condizione, Gil-soon ha un brutta piaga da decubito sulla schiena, che mette in allarme la figlia Ji-soo (Kim Do-young). A complicare la situazione ci pensa Chang-sik (Kim Jong-goo), il marito di Gil-soon, che infatuatosi di Soo-ok, la caccia via dopo averla vista divertirsi con un uomo in un locale.

Titolo Originale
욕창 (yok-chang)
Genere
Drammatico
Regia e Sceneggiatura
Shim HyeJung
Interpreti
Kim Jong-goo, Kang Ae-shim, Jeon Guk-hyang, Kim Do-young, Kim Jae-rok, Kwon Mi-ah, Lee Jae-in-I, Kim Ju-a, Yoo Yong-woo, Kang Mal-geum
Corea del Sud, 2019, 99′

Pur concedendosi divagazioni poco convincenti, A Bedsore descrive esaustivamente le problematiche relative all’assistenza agli anziani nella società moderna.
Come in molti paesi sviluppati, anche in Corea del Sud l’invecchiamento della popolazione ha reso sempre più urgente la questione dell’assistenza agli anziani. Shim HyeJung affronta questo tema nel suo primo lungometraggio, A Bedsore, raccontando la storia di Chang-sik e della moglie Gil-soon, una coppia non più autosufficiente che deve fare i conti con le difficoltà della vecchiaia. I figli, presi dalle loro vite, offrono un aiuto limitato, mentre l’onere dell’assistenza ricade sulla badante convivente Soo-ok, un’immigrata cinese senza documenti.
Se il tema dell’assistenza è al centro del film, altrettanto rilevante è l’approfondimento delle dinamiche familiari. Shim HyeJung mostra con abilità come la gestione dell’anzianità possa esasperare i rapporti tra genitori e figli, facendo emergere vecchi rancori e ingiustizie percepite. Il film analizza in particolare il modo in cui i genitori spesso si affidano ai figli più capaci, mentre supportano maggiormente quelli più fragili, generando inevitabili tensioni.
Il terzo elemento centrale del film è la figura delle badanti immigrate, come Soo-ok, costrette ad accettare stipendi minimi e a vivere nell’ombra per paura di essere espulse. La situazione si complica quando Chang-sik, spinto sia da un’infatuazione che da considerazioni puramente pratiche, le propone un matrimonio di convenienza per garantirle il permesso di soggiorno. Una soluzione apparentemente logica, che però si scontra con i sentimenti della moglie e con le implicazioni economico-ereditarie ed etiche per i figli.


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