


Padre Park Jeong-hun (Cho Jae-hyun) si occupa della sua chiesa celebrando messe e impegnandosi in opere di volontariato. Tra le sue fedeli c’è la giovane Yeon-mi (Yoo Yeon-mi), a cui il prete è molto affezionato. Un giorno Yeon-mi viene stuprata e uccisa, e sua sorella maggiore Soo-hyeon (Bae Jung-hwa) trova nel prete un capro espiatorio e uno strumento sessuale su cui sfogare il proprio dolore.

Titolo Originale
콘돌은 날아간다 (kon-dol-eun nal-agan-da)
Genere
Drammatico
Regia e Sceneggiatura
Jeon Soo-il
Interpreti
Cho Jae-hyun, Bae Jung-hwa,
Yoo Yeon-mi, Kim Hyo-in,
Yoo Soon-cheol, Kim Moon-hong,
Jo Chang-joo, Im Ho-yeong
Corea del Sud, 2013, 101′

Dopo 6 anni dall’exploit con With a Girl of Black Soil, Jeon Soo-il riporta sullo schermo Yoo Yeon-mi nel ruolo di una giovane studentessa orfana dei genitori, vittima di un omicidio, da cui scaturisce il complicato rapporto tra i due protagonisti, fatto di sensi di colpa e confini sottili tra il bene e il male.
Le attenzioni del prete verso Yeon-mi, al limite del morboso, suscitano la gelosia del giovane Thomas che, soppresso nella sua libido dallo stesso prete che accoglie la sua confessione, scatena la sua furia sulla povera ragazza.
Soo-hyeon se la prende dapprima con il prete per non prendersela con se stessa, visto che era una sorella poco presente, che delegava alla chiesa il suo ruolo di tutrice. Dal momento in cui la chiese fallisce nel compito di vegliare sulla sorella, la donna si scaglia contro il prete che, nel tentativo di consolarla, cerca di farle comprendere quanto fosse affezionato a Yeon-mi. La conseguente apertura di Soo-hyeon verso Padre Park conduce al danno, non tanto dell’atto sessuale, ma della fiducia mal riposta verso un uomo che totalmente innocente non è, perfino a se stesso, e a Soo-hyeon non resta che convivere con il senso di colpa.
Accortosi di come il suo comportamento, involontario o meno, possa aver determinato il susseguirsi degli avvenimenti, Padre Park, che non ha più niente da perdere, arriva fino in capo al mondo, sulle Ande Peruviane, dall’amico prete che accoglierà la sua confessione e lo assolverà formalmente dai suoi peccati, da cui però non si sentirà mai intimamente libero.


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