


In 1919 Yu Gwan-sun è il 1919 e attiviste indipendentiste come Yu Gwan-sun, Eo Yoon-hee, Kwon Ae-ra, Shim Myung-chul, Noh Soon-kyung, Lim Myung-ae e Shin Kwan-bin sono rinchiuse e torturate nel carcere di Seodaemun.

Titolo Originale
1919 유관순 (1919 yu-kwan-sun)
Genere
Documentario
Regia
Shin Sang-min
Interpreti
Lee Sae-bom, Yang Yoon-hee, Kim Na-ni, Park Ja-hee, Kim Moo-neui, Kim Gyoo-ri, Ryu Eui-do, Jang Se-ah, Hwang Do-won, Moon Bo-ram, Na Ae-jin, Ha Hee-ra
Corea del Sud, 2019, 79′

Interviste e fiction si alternano in 1919 Yu Gwan-sun, un documentario che ridesta la memoria del Movimento del 1° Marzo nell’anno del centenario
Come nel coevo e più raffinato A Resistance, conosciamo, tra le altre, la figura di Yu Gwan-sun, attivista ma soprattutto martire per l’indipendenza coreana durante la colonizzazione giapponese. Tuttavia, a differenza del film di Jo Min-ho, 1919 Yu Gwan-sun, per quanto accenni al background delle detenute e al ruolo di megafono dell’indipendenza all’interno del carcere della protagonista, si concentra maggiormente sulle torture subite. Una scelta che sicuramente suscita l’indignazione e il recupero della memoria, ma è anche sintomo di una sensibilità cattolica che esalta il martirio. Non a caso il documentario è prodotto dal Christian Broadcasting Service.
Il contesto che fa da sfondo agli avvenimenti viene ad ogni modo ampiamente narrato dai soggetti intervistati. Ma è un metodo narrativo che lascia il compito di coinvolgere alla sola fiction, che però si esaurisce nell’esposizione delle torture. In tal modo, comunque, la rabbia può essere diretta non tanto verso il Giappone (pentito con la prostrazione del primo ministro Yukio Hatoyama) o i carcerieri collaborazionisti, ma più in generale verso l’essere umano, capace, in determinate condizioni, di compiere tali abomini.
Proprio per la concomitanza con A Resistance forse sarebbe stato meglio approfondire gli eventi legati al movimento indipendentista, lasciando più spazio alle interviste. Tuttavia c’è anche da ammettere che a 100 anni dagli avvenimenti trattati è impossibile trovare testimoni viventi o materiale d’archivio che li raccontino meglio di una ricostruzione orale o cinematografica.


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